Nella mattinata del 31 dicembre, alle 7.30 per essere precisi, il Dormitorio Comunale di via Nino Costa chiuderà per sempre le sue porte, lasciando letteralmente in mezzo a una strada chi non aveva altro tetto sopra la testa.
L’ultimo Natale al dormitorio comunale: il 31 dicembre chiuderà
La notizia è diventata ufficiale nei giorni scorsi, senza che nessuno abbia messo sul tavolo un “piano B” per permettere agli “ultimi” di trascorrere almeno le festività in modo dignitoso.
“E’ incredibile – si legge sui social – che lo stesso assessore che è sceso in piazza e ha scritto un post indignato sulla chiusura del Centro Sociale Askatasuna (il riferimento è a Fabrizio Debernardi, ndr) taccia su quella del Dormitorio Comunale… Forse sono queste le priorità dell’amministrazione Castello… Certo è che se il Dormitorio l’avesse chiuso una Giunta di centro destra ora ci sarebbero fiaccolate e personaggi incatenati ai cancelli di Palazzo Santa Chiara…”.
Ancora nessun commento, invece, dall’assessore al welfare Cristina Varetto, ormai piegata alle decisioni del sindaco nonostante ripeta in ogni occasione possibile il suo impegno per gli ultimi.
E adesso cosa succede?
Cosa succederà nella notte del 31 dicembre non è chiaro, anche se è molto probabile che i senzatetto tornino ad occupare le panche del Pronto Soccorso di Chivasso, una situazione che proprio il Dormitorio Comunale era riuscita a risolvere.
Per la mensa, in questi giorni, la palla è passata come sempre a Lina Borghesio, dell’associazione Punto a Capo, che con i suoi volontari riuscirà comunque a garantire (pur tra mille difficoltà) un pasto caldo a tutti.
Ormai a Chivasso funziona così: quando la politica latita, o si arrende, la soluzione è “Tanto c’è Lina”.