rientro in classe

Maestra positiva, il sindaco: “Grave la mancanza di fiducia dei genitori”

Il caso ha creato un po' di polemiche a Brandizzo.

Maestra positiva, il sindaco: “Grave la mancanza di fiducia dei genitori”
Chivasso, 17 Settembre 2020 ore 12:42

Maestra positiva al tampone a Brandizzo, il sindaco Paolo Bodoni in un comunicato: “Grave la mancanza di fiducia dei genitori”.

Maestra positiva

Un’insegnante della scuola prima Don Milani di Brandizzo nella mattinata di sabato scorso ha comunicato di essere positiva al Covid-19.
Sono stati attivati i protocolli sanitari necessari e tamponi a tappeto per le insegnati del plesso e per coloro che sono venuti in contatto con la persona positiva. Dopo aver preso i provvedimenti necessari tra cui l’operazione di sanificazione del plesso scolastico, non è stato ritenuto necessario chiudere il plesso.

Le parole del sindaco

A cinque giorni dalla comunicazione dell’insegnante risultata positiva al Covid19, il primo cittadino Paolo Bodoni ha emesso una nota con la quale non spiega solo la situazione che si è venuta a creare a Brandizzo, ma anche individuare quali, secondo il suo ruolo, sono stati i comportamenti “sbagliati”.

Il testo del comunicato:

Sono stati 3 giorni difficili, e devo dire anche pesanti.
Una notizia, che per motivi di privacy e buon senso, non doveva destare clamore, ha messo in agitazione moltissime famiglie brandizzesi.
Io, in qualità di sindaco, nella catena di comando dei protocolli covid 19 riferiti alle scuole, sono l’ultimo ad essere investito dei problemi, ma mi pare corretto sottolineare come, sia le autorità sanitarie che quelle scolastiche, abbiano affrontato la vicenda di un tampone positivo asintomatico nei giorni precedenti l’inizio della scuola a Brandizzo, in maniera esemplare e correttamente.
Non credo che chi ci governa agisca in malafede o per nascondere la verità.
Io mi fido delle Autorità preposte alla lotta alla diffusione del coronavirus.
Nessun sanitario a Brandizzo, più del sottoscritto, può raccontare la tragedia che ha colpito questa comunità nei mesi di aprile e maggio, con decine di morti proprio a causa del coronavirus.
La prudenza, il buon senso, la riflessione, oggi, ma anche la fermezza e la velocità di azione, sono alla base di una guerra che dobbiamo vincere contro questo virus.
In questa occasione queste autorità hanno dimostrato buon senso, rispetto della privacy e hanno saputo affrontare con velocità e risolutezza una vicenda che non era per niente grave e pericolosa per la salute pubblica.
Quello che invece trovo grave è la non fiducia che molte famiglie ripongono verso chi deve gestire questa difficile pandemia, quello che trovo grave é che molte famiglie pretendono di sapere tutto (a costo di ledere la privacy), senza però considerare che la salvaguardia della salute dei loro figli passa anche dallo smorzare i toni e non creare ulteriori polemiche.
Non credo che una pandemia possa essere gestita così come è successo ora, in questa particolare vicenda, gettando nello sconforto e procurando tanta (inutile) ansia nelle famiglie, senza sapere bene i fatti, fatti che solamente gli addetti ai lavori possono decidere se divulgare oppure no, perché ripeto ne va della privacy delle persone.
Se una asl mi dice che dobbiamo stare tranquilli, se una scuola mi dice che non vi sono pericoli per la salute degli alunni e degli operatori scolastici, allora io sto tranquillo.
Piuttosto, cerchiamo tutti, ciascuno per la funzione che ha, di divulgare le buone pratiche utili a stare lontani dal virus (mascherine, distanziamento, igienizzazione mani, a casa se malati), perché queste (in attesa di un vaccino efficace) sono le uniche e vere armi efficaci oggi.
Pochi sacrifici personali anche nella vita sociale di noi adulti, poche attenzioni nella vita di tutti i giorni, possono essere i comportamenti utili a vincere la guerra al coronavirus.
Non certamente divulgando notizie di tamponi positivi asintomatici (non in presenza di alunni o comunque di utenti), riusciamo a fare comprendere alla popolazione quanto sia invece importante una vita attenta e piena di precauzioni che ciascuno di noi deve condurre, che possono farci vincere la partita.
Chiedo a tutti di abbassare i toni (polemici e non), perché le persone, oggi, hanno bisogno di essere informate correttamente e dalle autorità preposte, al momento giusto e con i toni giusti, per sapere come continuare a combattere questo nemico invisibile, possibilmente senza ulteriore ansia e dando piena fiducia a chi ci governa, che sia sanità o scuola.

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