Operazione "Valhalla Marine"

Mafia nigeriana, arresti tra Piemonte ed Emilia Romagna

Gestivano lo spaccio di sostanze stupefacenti e l’attività di sfruttamento della prostituzione.

Mafia nigeriana, arresti tra Piemonte ed Emilia Romagna
Torino, 28 Ottobre 2020 ore 15:37

Operazione della Polizia di Stato, denominata “Valhalla Marine”, condotta dalle squadre mobili di Torino e Ferrara, avvenuta oggi, mercoledì 28 ottobre, alle prime ore dell’alba, a carico di cittadini nigeriani appartenenti all’organizzazione criminale di stampo mafioso denominato “Viking” o “Norsemen Kclub International”. Come riporta PrimaTorino.it

Mafia nigeriana: smantellato sodalizio tra Torino e la Romagna

Operazione “Valhalla Marine”, condotta dalle squadre mobili di Torino e Ferrara, avvenuta oggi. Le indagini, coordinate dalle Direzioni distrettuali Antimafia della Procura della Repubblica di Torino e della Procura della Repubblica di Bologna, hanno condotto all’emissione di decine di provvedimenti restrittivi di natura cautelare, in corso di esecuzione.

Le ordinanze

Tra i destinatari delle ordinanze ci sono persone  al vertice del livello nazionale dell’organizzazione mafiosa, in diretto contatto con gli esponenti di analoghe consorterie criminali e direttamente responsabili delle nuove affiliazioni, della gestione dello spaccio di sostanze stupefacenti e dell’attività di sfruttamento della prostituzione.

Cosa accadeva sulla piazza torinese

Sulla piazza torinese, il cultValhalla Marine” controllava e gestiva il commercio su strada di sostanze stupefacenti in alcune aree individuate – in particolare nella zona del Lungo Dora Savona, tra via Bologna ed il ponte Mosca – e lo sfruttamento della prostituzione di donne nigeriane. Una delle peculiarità dell’articolazione torinese dell’associazione era rappresentata dal ruolo delle donne, le quali venivano affiliate mediante rapporti sessuali di gruppo ed assumevano l’appellativo di “Queen” o “Belle”. Costrette a pagare somme di denaro in cambio di una inesistente protezione, le “Belle” venivano sfruttate sessualmente, trasformandosi di fatto in vittime del gruppo.

Momento associativo fondamentale erano le riunioni periodiche che si svolgevano a cadenza settimanale all’interno di locali abitualmente frequentati dai sodali, in occasione delle quali venivano definite le linee da seguire nello svolgimento della vita associativa ed effettuati i pagamenti di quote destinate alla cassa comune o ad affrontare le spese legali degli affiliati arrestati.

Le indagini a seguito degli episodi violenti

L’indagine della Squadra Mobile ferrarese, avviata a fine luglio 2018 a seguito del tentato omicidio di un giovane nigeriano appartenente al cult rivale degli Eiye, ferocemente aggredito a colpi di machete da un gruppo di almeno cinque connazionali, all’interno della zona GAD, permetteva di collegare gli episodi di estrema violenza già accertati e giungere alla dimostrazione dell’esistenza dei due gruppi malavitosi antagonisti, tra i quali era in corso una vera e propria guerra con modalità mafiose per la spartizione ed il controllo del territorio. Una volta assicurati alla giustizia i responsabili del gravissimo episodio, nel corso dell’anno 2019 le indagini approdavano alla D.D.A. di Bologna, per dimostrare l’esistenza sul territorio ferrarese della mafia nigeriana “Supreme Viking Arobaga” collegata al network internazionale.

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