Maltrattamenti all’asilo nido, una maestra vuole patteggiare

La prossima udienza è in calendario per il 26 febbraio. Una trentina i bambini «parti offese».

Maltrattamenti all’asilo nido, una maestra vuole patteggiare
Cronaca Vercellese, 22 Gennaio 2021 ore 09:39

Aggiornato al prossimo 16 febbraio (la difesa ha sollevato un vizio di notifica) il processo per i maltrattamenti all’interno dell’asilo nido «La Coccinella» di Crescentino.

Maltrattamenti all’asilo nido

Un caso complesso, che da una parte vede alcune famiglie che si sono costituite parte civile, difese dagli avvocati Gian Maria Mosca e Erika Catellani, dall’altra le due insegnanti Alessandra S., classe 1987, assistita dall’avvocato Pierpaolo Chiorazzo, e Manuela G., del 1973, difesa dall’avocato Tiziano Lucchese. Le due donne erano dipendenti della cooperativa «Baby House» che aveva in gestione la struttura per la prima infanzia.
Nelle dieci pagine dell’avviso di conclusione delle indagini, datate giugno 2019, Davide Pretti, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vercelli, ripercorre tutti gli episodi che hanno portato alla formulazione dei capi di imputazione.
Nello specifico, Alessandra S. avrebbe posto in essere atteggiamenti «non consoni ai fini educativi», come «pulire la bocca di una minore afferrandola dalla fronte/capelli, rivolgendole il capo verso l’alto e strofinandole con molta irruenza il bavaglino sul volto», e ancora «mettendo la mano in faccia ad una bambina proferendo l’espressione “ti spezzo in due”, successivamente notando un altro bambino sotto al tavolo anziché seduto sulla sedia, avvicinandosi e sculacciandolo».
Il 26 novembre del 2018, «spostando una bambina con il piede mentre cercava di sistemare un materassino, vedendola alzarsi in piedi ed abbassarsi i pantaloni e slip, prendendo il suo cellulare e scattandole delle foto, allontanandosi senza aiutarla a rivestirsi, successivamente raggiungendola e abbassandole nuovamente i pantaloni, facendola rimanere quindi davanti a tutti i suoi compagni di asilo senza pantaloni e mutande».

Gli episodi

L’elenco (che raccoglie episodi dal 16 novembre 2018 al 25 gennaio 2019) continua poi con una lunga serie di schiaffi, calci e strattonamenti. Emblematico l’episodio del 4 dicembre 2018: «Passandogli vicino e dando uno schiaffetto leggero in testa ad un bambino, che successivamente e autonomamente iniziava a tirarsi schiaffetti in testa, mimando il gesto della maestra».
Per il PM, con simili comportamenti l’insegnante avrebbe costretto «gli altri compagni di classe ad assistere a tali abusi, maltrattava i predetti minori, sottoposti alla sua autorità e a lei affidati per ragioni di educazione, istruzione e vigilanza, costringendoli a penose condizioni di vita».

Una trentina i bambini «parti offese»

Non diversa la posizione di Manuela G., chiamata a rendere conto di una lunga serie di episodi «non consoni ai fini educativi», come schiaffi, spintoni, sculacciate e pugni. Un campionario di ciò che non si vorrebbe vedere in nessuna scuola.
Una trentina le parti offese, tutti bambini che all’epoca dei fatti avevano da pochi mesi a tre anni.
Stando alle prime informazioni, Manuela G. avrebbe già chiesto di patteggiare un anno di pena, con il parere favorevole del PM mentre il giudice non si è ancora pronunciato.
Poco più di un anno fa, l’avvocato Chiorazzo aveva così commentato la posizione di Alessandra S.: l’avvocato Pierpaolo Chiorazzo ha spiegato: «La mia assistita nega ogni forma di maltrattamento. Nega il clima di terrore e paura e, dopo l’interrogatorio che si è svolto lunedì 15 aprile, ha chiesto di poter contestualizzare le immagini».

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