Sta facendo discutere il post pubblicato nelle ultime ore dalla gestione del ristorante Sushi Teca, situato in una posizione centrale e molto frequentata tra Via Torino e l’angolo di Piazza d’Armi. Il locale ha deciso di utilizzare il proprio profilo social per denunciare un episodio di “insolvenza fraudolenta” (comunemente noto come “scrocco”) avvenuto dopo il servizio del pranzo.
Mangiano e se ne vanno senza pagare: la Sushi Teca pubblica le foto
Secondo quanto riferito dai titolari, due clienti avrebbero consumato il pasto per poi allontanarsi dal locale senza saldare il conto. Un gesto che ha spinto la proprietà a una scelta drastica: estrapolare i fotogrammi dalle telecamere di sorveglianza interna e pubblicarli sui social.
Nel post, che ha subito attirato l’attenzione della comunità chivassese, si legge un ultimatum chiaro:
“Vi preghiamo di tornare a pagare. Se non tornate entro una settimana, vi denunceremo ai carabinieri”.
La reazione della città
La notizia si è diffusa rapidamente tra i commercianti della zona di Via Torino. Da un lato c’è la solidarietà dei colleghi esercenti, che vedono in questo gesto una difesa necessaria contro un fenomeno (quello dei clienti che “dimenticano” il portafoglio) che sembra essere in aumento. Dall’altro, il post ha sollevato un dibattito sulla legittimità della “gogna social”.
Il rischio della “Gogna Digitale”
Nonostante la ragione commerciale sia dalla parte del ristorante, la pubblicazione dei volti (anche se parzialmente sfocati o presi da telecamere di sicurezza) espone il titolare a rischi legali non indifferenti:
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Privacy: Il Garante della Privacy vieta la diffusione di immagini di sorveglianza per scopi diversi dalla consegna alle autorità.
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Diffamazione: Sebbene il fatto sia accaduto, la persona ritratta potrebbe rivalersi legalmente per il danno d’immagine subito prima di una condanna effettiva.
Cosa succederà ora?
Il termine di una settimana fissato dal ristorante scadrà a breve. Se i due clienti non si presenteranno per regolarizzare la loro posizione, la proprietà ha annunciato che procederà con la denuncia formale presso la vicina stazione dei Carabinieri di Chivasso, consegnando i filmati originali in alta risoluzione.
Resta da vedere se la strategia della “pressione social” funzionerà, spingendo i responsabili a un passo indietro, o se aprirà un precedente legale sulla gestione dei furti nei locali pubblici della città.