Migliaia di giocattoli in dono all’ospedale nel nome di Lorenzo

E' scomparso a soli 7 anni a causa di un male incurabile.

Migliaia di giocattoli in dono all’ospedale nel nome di Lorenzo
Chivasso, 05 Dicembre 2019 ore 09:37

Migliaia di giocattoli in dono all’ospedale di Chivasso nel nome del piccolo Lorenzo, scomparso a soli 7 anni a causa di un male incurabile.

Migliaia di giocattoli in dono all’ospedale

E’ terminata sabato 30 novembre una raccolta di giocattoli e libri da donare ai bambini ricoverati nei reparti di pediatria degli ospedali dell’Asl TO4 (Chivasso, Ivrea e Ciriè) e dell’Asl TO3 (Pinerolo e Rivoli).
La raccolta è cominciata un mese fa per manifestare la propria vicinanza a Domenica Schettino, mamma chivassese che solo un mese fa ha perso il suo piccolo Lorenzo, 7 anni, a causa di un male incurabile.
Ideatrice dell’iniziativa, Roberta Pane, chivassese, commessa in un supermercato della città. Ha pubblicato un post sul suo profilo Facebook, manifestando l’intenzione di raccogliere dei giocattoli da donare agli ospedali del territorio. Il post è subito diventato virale, suscitando l’interesse di centinaia di famiglie in tutto il territorio chivassese e di Settimo Torinese, tanto da arrivare a raccogliere quasi un migliaio tra peluche, giocattoli nuovi e usati e libri.

Coinvolta l’onlus Hope Running

A gestire la raccolta, l’onlus Hope Running di Chivasso, guidata dal presidente Giovanni Mirabella, che si sta occupando dello smistamento e delle catalogazione dei giocattoli e che si occuperà anche della consegna nei reparti pediatrici degli ospedali.
La consegna dei giocattoli avverrà prima di Natale e le date verranno rese note fra qualche giorno.
«Purtroppo io ho avuto la sfortuna di provare il sentimento più brutto che un genitore potrebbe provare – dichiara Domenica Schettino – nei mesi trascorsi in ospedale, ho toccato con mano cosa significa vivere in un inferno. Per quanto gli ospedali possano essere accoglienti e ospitali, ho visto bambini perdere la voglia di giocare e genitori con il panico dipinto negli occhi. La raccolta di giocattoli non era nei miei pensieri, ma un giorno, mentre facevo la spesa, Roberta Pane, dopo aver ascoltato la mia storia, mi ha chiesto se c’era qualcosa che poteva fare per me. Ho subito pensato che mi avrebbe fatto piacere strappare ai bambini ricoverati e alle loro famiglie un sorriso, almeno per due minuti. Così ho detto che sarebbe stato bello portare dei giochi o dei libri durante il periodo di Natale».

Nel ricordo di Lorenzo

Domenica Schettino non immanagiva che i giochi raccolti sarebbero stati così tanti: «Davvero non pensavo che ci saremmo ritrovati ad avere così tante cose ed in un momento così brutto per me, sentire la vicinanza di tutte queste persone mi ha riempito il cuore. Per me e per il mio bambino non si può fare più nulla, ma spero che questa iniziativa serva a portare un momento di spensieratezza a tutte le altre famiglie che sono costrette a passare quello che ho vissuto io». Roberta Pane invece dichiara: «Dopo aver parlato con Domenica – sostiene – mi è venuto spontaneo scrivere un post su Facebook in cui lanciavo l’iniziativa, una raccolta giochi, dicendo che sarebbe stato bello consegnarli durante il periodo di Natale. Non pensavo che aderissero così tante persone e invece si è scatenata una gara di solidarietà. Sono arrivati camion di giocattoli nuovi e quando ho visto che erano così tanti, ho capito che non potevo fare tutto da sola per cui è nata la collaborazione con la onlus Hope Running, che si occuperà della consegna a nome di tutte le persone che hanno partecipato».
«Siamo veramente onorati di occuparci di questa donazione – commenta Giovanni Mirabella – iniziative di questo tipo non si sentono tutti i giorni, e vedere i chivassesi partecipare alla raccolta è stato bellissimo, hanno dimostrato di avere un cuore veramente grande. Per questo, non posso far altro che ringraziare l’Acli, per averci messo a disposizione i locali per la raccolta dei giocattoli, le direzioni ed i dipendenti delle Asl To4 e To3, che hanno mostrato una grande sensibilità e hanno accolto subito la nostra richiesta con grande entusiasmo e tutte le famiglie che hanno partecipato».
Aggiunge: «Naturalmente, nulla sarebbe stato possibile se non ci fosse stato un grande lavoro di squadra. Per questo concludo dicendo che ogni giorno della nostra vita è unico, ma abbiamo bisogno che accada qualcosa che ci tocchi per ricordarcelo. Purtroppo, la vicenda del piccolo Lorenzo ci ha ricordato quanto la vita sia imprevedibile e ci ha fatto capire quali siano veramente le cose importanti della vita. Cose che non si vedono, ma si percepiscono nel cuore».

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