volontariato

Missioni Don Bosco, salesiani in prima linea per il Libano

Cure mediche, cibo e accoglienza per famiglie colpite dall’esplosione.

Missioni Don Bosco,  salesiani in prima linea per il Libano
Torino, 07 Agosto 2020 ore 09:36

Facendo base a Jbeil, 37 km dalla capitale, i salesiani danno casa e assistenza a chi ha perso familiari, tetto e lavoro. E’ questa la grande missione dei salesiani   in prima fila anche in Libano dopo l’esplosione di Beirut dei giorni scorsi.

Missioni Don Bosco, l’aiuto dei salesiani a Beirut

I salesiani sono in prima fila anche in Libano per portare soccorso alla popolazione mediante:   accoglienza dei senza tetto,  sostegno per le cure medico-ospedaliere e  soccorso alimentare. Con la loro esperienza, stanno già prefigurando la raccolta e la distribuzione di fondi per la ripresa, al più presto, delle attività produttive e per la ricostruzione.

Un filo diretto con  don Simon Zakerian

Missioni Don Bosco ha attivato un filo diretto con il responsabile in loco, don Simon Zakerian, per rimanere aggiornati sulla situazione e sulle misure che vengono intraprese. Il confratello è a disposizione anche dei giornalisti interessati, che potranno rivolgersi a noi per il contatto telefonico o via e-mail. I Figli di Don Bosco sono attivi nel distretto di Jbeil (l’antica Biblo) a circa 37 km a nord della capitale con opere – nelle località di Al Fidar e di El Houssun – che comprendono chiesa, cappella, casa di accoglienza, centro giovanile e oratorio, e un centro di formazione professionale di eccellenza di rilievo nazionale. Sono presenti nel Paese dalla seconda metà del secolo scorso.

Un’attività speciale verso i profughi provenienti dall’Iraq

Negli ultimi anni la loro attività si è diretta in maniera speciale verso i profughi provenienti dall’Iraq, in gran parte cristiani caldei. Molti di questi vivevano o svolgevano attività commerciale nell’aerea colpita. In questa emergenza il soccorso è stato allargato alle vittime della potentissima esplosione, profughi (anche dalla Siria) e residenti libanesi che hanno subito perdite: familiari, casa, lavoro.

Il drammatico numero delle vittime

Il numero delle vittime cresce a mano a mano che si scava fra le macerie e si registra l’insufficienza delle cure negli ospedali. “Per un Paese già sull’orlo del collasso economico questa tragedia sarà un altro durissimo colpo” afferma il presidente di Missioni Don Bosco, Giampietro Pettenon in un messaggio inviato oggi ai sostenitori. I salesiani libanesi provano ad andare oltre con lo sguardo oltre e rilanciano un appello alla solidarietà internazionale: “Se da molti si leva un grido di disperazione e di rabbia, noi lanciamo un grido di speranza, guardando soprattutto ai giovani Libanesi, pieni di risorse e intraprendenti”.

Una raccolta fondi

Missioni Don Bosco ha inviato un aiuto per rispondere ai fabbisogni immediati, mentre lancia in queste ore una campagna straordinaria

https://progetti.missionidonbosco.org/progetti/cure-medicine-e-accoglienza-per-le-famiglie-di-beirut

per una raccolta fondi mirata all’aiuto sanitario e alimentare ma anche all’assistenza psicologica per i bambini rimasti sotto shock. Sono state già individuate 80 famiglie alle quali i salesiani hanno iniziato a portare concreto soccorso.

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