Mistero di Leri bara che compare e scompare

Un borgo abbandonato tra le risaie.

Mistero di Leri bara che compare e scompare
Vercellese, 02 Aprile 2018 ore 07:39

Mistero di Leri, la bara che compare e scompare nel borgo ormai dimenticato lungo la strade delle Grange, lì a pochi passi dalla centrale Galileo Ferraris.

Mistero di Leri

Leri-Cavour dista poche centinaia di metri dalla strada delle Grange. Una strada panoramica e immersa nelle risaie, tra Crescentino a Vercelli. E' considerata tra le più belle d’Italia specialmente nel periodo in cui le risaie sono allagate. Lungo questa strada, lo svincolo per Leri-Cavor.  A poca distanza da Leri-Cavour, le torri di raffreddamento della centrale Galileo Ferraris, inizialmente concepita come centrale nucleare Trino 2 e convertita dopo il referendum del 1984 in termoelettrica a ciclo combinato. Le due torri così vicine alla grangia che fu della famiglia Cavour, non fanno altro che aumentare il senso spettrale che Leri fa penetrare fin nelle ossa di tutti coloro che vi giungono anche semplicemente a farvi un giro.

La bara fantasma

Addentrandosi tra le case ormai vuote di Leri ormai depredate di tutto e avendo quelle due torri dal passato nucleare a poca distanza ti fanno quasi pensare di vivere in uno scenario post apocalittico a metà strada tra l’essere sopravvissuto ad una guerra termonucleare e un apocalisse zombie, anzi viene da pensare che uno di loro possa sbucare fuori all’improvviso da qualsiasi angolo. Dopotutto, il cimitero abbandonato è li a poca anzi, pochissima distanza dalla centrale e del borgo abbandonato.  Come se non bastasse, li in mezzo alle stalle e alle abitazioni ovviamente abbandonate ecco sbucare una bara, si una bara che, come gli zombie, appare e scompare, quasi fosse viva e dotata di gambe: oggi c’è, domani chissà. Presi dalla curiosità, abbiamo per lungo tempo visitato Leri per un certo periodo di tempo e nel susseguirsi dei mesi, abbiamo potuto constatare come questa bara, sia in grado di apparire e scomparire. Certo, quasi sicuramente siamo di fronte al gioco di qualche burlone ma la cosa, comunque sia, desta curiosità e pone qualche interrogativo.

Messe nere

Davanti all’entrata della chiesa, troviamo dei pentacoli e altri segni normalmente legati alle messe nere come il numero 666. Tracciati sui lastroni di pietra con pezzi di mattone rosso. Anche in questo caso, le domande sono molte, cosa rappresentano? Sono il segno di qualche buontempone? Magari fatte dal ventenne che pensava di far colpo sulla ragazzina di turno, oppure c’è qualcosa in più sotto?

Tanti interrogativi

Continuiamo a passeggiare per i resti di Leri, i segni di bivacco all’interno delle strutture ancora in piedi sono inequivocabili. Forse sono il ricordo di qualche senzatetto che voleva ripararsi dal freddo. Oppure chissà i segni lasciati dal passaggio dei soliti ragazzini in cerca di avventura? Le sorprese però non finiscono qui. Nei sotterranei compare un manichino e alcuni specchi. Sono recenti, di aspetto moderno, chi li ha portati li e perché sono le prime domande che ci vengono in mente.

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