Cronaca
Chivasso

Muore per Covid, la famiglia denuncia l'ospedale

Il notissimo commerciante Marino Buscaglia contagiato durante il ricovero.

Muore per Covid, la famiglia denuncia l'ospedale
Cronaca Chivasso, 27 Febbraio 2021 ore 08:19

Muore per Covid, la famiglia denuncia l'ospedale.

Muore per Covid, la famiglia denuncia l'ospedale

Entrato in ospedale per una «banale» flebite, è stato contagiato dal Covid che lo ha vinto dopo una lunga e strenua battaglia. Si sono svolti lunedì 22 febbraio, in Duomo a Chivasso, i funerali di Marino Buscaglia, 80 anni, Cavaliere della Repubblica (onorificenza di cui andava molto fiero) e storico commerciante di tessuti e biancheria per la casa. Un colpo durissimo per la moglie Anna Maria Studioso (da sempre accanto a lui al bancone del negozio) e i figli Stefano e Angelo, che fino all’ultimo hanno sperato di poterlo riabbracciare.

Colpito dal Covid in reparto

Qualcosa, nel suo ricovero all’ospedale di Chivasso, non ha funzionato. Stando alle prime informazioni raccolte, Marino Buscaglia avrebbe rischiato addirittura di essere dimesso da positivo, con tutti i gravissimi rischi per sé e la sua famiglia.

La denuncia alla Procura di Ivrea

Il figlio Stefano, ora, vuole vederci chiaro, e pur con il massimo rispetto per i medici che si sono occupati di suo padre avrebbe già presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Ivrea chiedendo di accertare se ci siano stati o meno «errori» che abbiano poi portato suo padre alla morte.

Settimane di angoscia

Una vicenda delicatissima, che deve essere trattata partendo dal dramma che la famiglia Buscaglia ha vissuto per lunghe settimane.
In ospedale, Marino Buscaglia ci era finito lo scorso 20 dicembre in seguito ad una caduta con conseguente flebite ed eresipela, un’infezione acuta della pelle. Dopo un mese (come detto al momento delle previste dimissioni) la positività al Covid e il successivo peggiorare del quadro clinico.

Il tragico epilogo

Poi, nella notte tra il 20 e il 21 febbraio, i medici non hanno potuto far altro che arrendersi alla gravità delle sue condizioni.
L’Asl, sentita in merito alla vicenda, ha preferito non rilasciare dichiarazioni «Nel rispetto del lavoro della magistratura».

Una vita di lavoro

Marino Buscaglia aveva iniziato a lavorare da giovanissimo, prima in via Po, poi spostando l’attività nella sede all’angolo con viale Matteotti, diventata nel tempo un punto di riferimento per tutti i chivassesi. Negli ultimi tempi il negozio si era spostato in via Borla, a due passi da casa, con al timone sempre Marino e Anna Maria, uniti nella vita da più di cinquant’anni.
Dalla famiglia Buscaglia, un grande ringraziamento alla Croce Rossa di Chivasso per la vicinanza e quanto fatto in queste settimane.