Cronaca

'Ndrangheta, ecco come gli Alvaro volevano fare i soldi con la" Juve"

Ecco i retroscena dell'operazione 'Ndrangheta.

'Ndrangheta, ecco come gli Alvaro volevano fare i soldi con la" Juve"
Cronaca Chivasso, 12 Ottobre 2019 ore 07:41

'Ndrangheta, si possono leggere le carte legate all’operazione «Iris» dei carabinieri di Reggio Calabria più emerge come la figura di Domenico Alvaro, 42 anni, commerciante di frutta e verdura e generi alimentari residente a Chivasso, fosse assolutamente di primo piano nel panorama criminale piemontese.

'Ndrangheta, gli Alvaro e i biglietti della Juve

Appartenente a una famiglia di ‘ndrangheta, gli Alvaro detti «Carne i cani», Domenico Alvaro è indicato come «Padrino», referente della diramazione operativa a Chivasso ed è noto agli inquirenti per associazione a delinquere di stampo mafioso, reati in materia di armi e per un tentato omicidio.
Molto interessante è la lettura di un’informativa del settembre 2016 a firma della Prima Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile della Questura di Torino ed indirizzata alla Procura della Repubblica.
Un centinaio di pagine incentrate sull’attività svolta dalla Questura, che «Ha fatto affiorare un quadro allarmante caratterizzato dall’interesse e dall’infiltrazione della criminalità organizzata all’interno della tifoseria ultras della Juventus, evidentemente interessata ad assicurarsi i guadagni legati alla rivendita dei titoli di accesso allo stadio».

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Alto Piemonte

Fatti noti, per cui nell’operazione «Alto Piemonte» erano finiti in carcere Saverio e Rocco Dominello di Montanaro, ed elementi nuovi in cui spunta proprio il nome di Domenico Alvaro, interessato (a nome della «famiglia») ai «Guadagni derivanti dalla vendita dei biglietti». Dalle conversazioni raccolte con una lunga serie di intercettazioni anche in una grossa carrozzeria di Brandizzo (da cui il chivassese era stato formalmente assunto dopo la scarcerazione), «Emerge chiaramente che Domenico Alvaro è interessato a ottenere una parte degli ingenti guadagni derivanti dalla spartizione dei biglietti messi illecitamente a disposizione dei gruppi ultras da parte della società Juventus. Si comprende, inoltre, che in questo settore un ruolo dominante è rivestito proprio dalla famiglia Dominello».

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