"No ai Test Invalsi, boicottiamoli", gli studenti protestano davanti alle scuole

Questa mattina le manifestazioni di fronte agli istituti torinesi

"No ai Test Invalsi, boicottiamoli", gli studenti protestano davanti alle scuole
Cronaca 09 Maggio 2017 ore 11:50

Questa mattina le manifestazioni di fronte agli istituti torinesi

Parte questa mattina nelle scuole superiori il boicottaggio dei test Invalsi, somministrati a tutti gli studenti del secondo anno. Il Fronte della Gioventù Comunista (FGC) da diverse settimane è impegnato nell’organizzazione del boicottaggio, sostenendo gli studenti che lo portano avanti, facendo volantinaggi e azioni davanti a numerosi istituti della città e dando appoggio a chi subisce minacce da presidi e professori. Anche oggi la Gioventù Comunista ha supportato gli studenti nel realizzare presidi e azioni di protesta: questa mattina i militanti del FGC erano davanti a numerose scuole, tra cui il Primo Liceo Artistico, il Liceo Scientifico “Alessandro Volta”, l’IIS “Paolo Boselli” e il Liceo Scientifico “Piero Gobetti”. 

«Si tratta di un meccanismo che dequalifica l’istruzione: viene imposta una didattica nozionistica, appiattita sul modello dei quiz a crocette - ha spiegato Ivan Boine, Segretario provinciale del FGC - In questo modo si formano i lavoratori dequalificati e ricattabili adatti al mondo del lavoro costruito dal Jobs Act. La lotta fratricida tra le scuole non migliora il livello d’istruzione, ma favorisce pochi istituti prestigiosi e fa sprofondare le scuole più in difficoltà. Gli storici licei del centro saranno sempre più “all’avanguardia”, mentre le scuole di periferia saranno ridotte a scuole-pollaio. Ci battiamo per un modello educativo diverso, che abbia come fondamento la crescita collettiva e non la competizione, che punti a elevare la qualità dell’insegnamento anziché piegarsi alle necessità delle imprese, che sia costruito a misura degli studenti, ovvero dei lavoratori di domani, e non secondo le esigenze delle aziende private. E’ inaccettabile che si facciano graduatorie differenziando le scuole “di serie A” da quelle “di serie B”, appiattendo la didattica sull’apprendimento di nozioni secche e svilendo l’apprendimento critico. Anche quest’anno siamo pronti a lottare fianco a fianco con studenti e professori. Non staremo a guardare».