Cronaca

Omicidio Amoruso due indagati IL VIDEO

La tragedia era avvenuto nell'ottobre 2015.

Omicidio Amoruso due indagati IL VIDEO
Cronaca Torino, 27 Novembre 2017 ore 10:29

Omicidio Amoruso, due indagati per l’omicidio e cinque per altri reati accertati.

Omicidio Amoruso

La Procura della Repubblica di Torino ha disposto la notifica di sette avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di altrettanti indagati. Tutti coinvolti, a vario titolo, nelle indagini sull'omicidio del commerciante Vito Amoruso, avvenuto sotto la sua abitazione in Via Valdieri, il 22 ottobre 2015.
Nell'ambito delle indagini erano già indagati e sottoposti a custodia cautelare in carcere Daniele Uberti, 44 anni e Thomas Mura, 25 anni. Entrambi residenti in provincia di Cuneo. Nei loro confronti sono stati acquisiti gravi e convergenti elementi di responsabilità per l’omicidio. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha emesso il provvedimento cautelare di custodia in carcere.

Le indagini

Le indagini hanno consentito di ricostruire non solo la dinamica dell’omicidio ma anche gli ultimi anni di vita personale ed imprenditoriale della vittima. Particolari che hanno permesso  di procedere a carico di altri cinque indagati. E’ stato possibile individuare, innanzitutto, colui che ha ceduto all’Uberti l’arma poi utilizzata per il delitto. Sono state accertate le gravi pressioni estorsive, pur se non connesse all'omicidio nei confronti della vittima, da un suo ex socio in affari.

Le pressioni alla vittima

Era l'8 luglio 2015, alle 07.30, quando all’uscita del suo portone,  Amoruso era già stato avvicinato da due soggetti stranieri. Persone, infatti, armate di pistola  che gli intimavano di accettare le condizioni dettate dal suo ex socio (ritenuto mandante dell’azione estorsiva). Persone che sono state poi arrestate in flagranza il 16 aprile 2016, dai Carabinieri di Pietra Ligure perché in possesso di una pistola illecitamente detenuta.

Avviso di garanzia

Ulteriore avviso di garanzia, infatti, è stato notificato ad altra persona torinese, ritenuto concorrente nei fatti estorsivi in quanto intermediario tra il mandante dell’estorsione e gli autori materiali di essa.

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