indagano anche i RIS di Parma.

Omicidio di Giusy, il killer ha sparato mentre la "strangolava"

Atteso anche lo «stub» sui vestiti del fratello.

Omicidio di Giusy, il killer ha sparato mentre la "strangolava"
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Giusy Arena il suo sangue sull’assassino: ora indagano anche i RIS di Parma. Potrebbe averle sparato mentre le stringeva il collo. Atteso anche lo «stub» sui vestiti del fratello.

Omicidio di Giusy, il killer ha sparato mentre la "strangolava"

Lacrime, abbracci, lettere, misteri. Un mese senza Giusy Arena, uccisa con tre colpi di pistola alla testa, un mese con la consapevolezza che il suo assassino è tra noi. Magari era al funerale, magari ha anche pronunciato qualche frase commossa davanti alle telecamere.
Dal punto di vista delle indagini, almeno stando a quanto trapela, Procura e Carabinieri sembrano non essere ancora arrivati a una svolta.
Tutto è fermo a quel 12 ottobre, a quando Giusy, nel giorno del suo 52esimo compleanno, si è allontanata dalla sua casa di via Togliatti 66 per essere poi inghiottita da un buco nero.
Nessuno l’ha più vista, né a piedi né in bicicletta, fino a quando nel tardo pomeriggio un «passante» (molto più probabilmente una coppietta o un uomo in attesa di un incontro omosessuale a pagamento) ha notato il suo corpo tra la polvere.
Al collo dei segni come di strangolamento, ma potrebbero anche essere stati lasciati da chi le stringeva il collo con la mano sinistra prima di spararle, a distanza quindi ravvicinatissima, con la mano destra, e con altissima probabilità di essere stato raggiunto dagli schizzi di sangue di Giusy.

Lo «stub» sul fratello

Un’esecuzione in piena regola, il che lascia propendere per un delitto non d’impeto, ma premeditato e studiato nei minimi dettagli.
Quella sera, come da prassi, i Carabinieri del Comando Provinciale di Torino hanno subito effettuato lo «stub» (esame con cui si ricercano le particelle di polvere da sparo) sui vestiti del fratello di Giusy, Angelo, ma gli esiti sarebbero ancora al vaglio dei RIS di Parma. Un’attesa che sembra impossibile a chi è abituato ai tempi rapidi dei polizieschi in Tv, ma che conferma anche la massima cura con cui vengono effettuate simili analisi.

Segnalata una persona vista sia al funerale sia nel quartiere

Altra «novità» è la segnalazione agli inquirenti di una persona, molto probabilmente straniera, vista sia al funerale di Giusy a Montanaro che nel quartiere nei giorni successivi. La stessa persona che, senza motivo, sarebbe stata poi vista anche nei pressi di altri luoghi frequentati dagli amici di Giusy.
Una serie di elementi che non fanno altro che confondere acque già di per sé torbide, e che fanno da contraltare ad una comunità che, unita, chiede solo giustizia per la povera Giusy.
«Se fino a qualche settimana fa non passava giorno senza che sotto casa si presentassero troupe televisive - ci racconta un vicino - ora sembra che di Giusy non interessi più a nessuno».
L’appartamento è chiuso, i fiori sono appassiti, i suoi gatti e i suoi cani hanno trovato una nuova sistemazione. Di Giusy, ormai resta poco più del ricordo. Anzi, c’è molto di più tra noi: il suo assassino.

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