le indagini

Omicidio Giusy Arena: trovata una pistola a Chivasso, analisi del RIS

Blitz dei Carabinieri in corso Galileo Ferraris. Rinvenuta una 7.65 con matricola abrasa: potrebbe essere l'arma del delitto

Omicidio Giusy Arena: trovata una pistola a Chivasso, analisi del RIS

Era mercoledì 3 giugno quando, su queste colonne, abbiamo raccontato del blitz che nella notte di lunedì aveva portato i Carabinieri del Comando Provinciale di Torino a compiere una serie di perquisizioni in città, nei «palazzi gialli» di corso Galileo Ferraris immediatamente ad est della nuova rotatoria accanto all’ex Imprevib. Stando alle informazioni raccolte, il blitz aveva visto impegnati una ventina di militari, in divisa e in borghese, rimasti alcune ore all’interno dell’area. Ora, a distanza di un mese, siamo in grado di andare oltre quelle poche righe.

Il ritrovamento della pistola calibro 7.65 nelle cantine

In quella cantina, infatti, gli uomini dell’Arma hanno trovato una pistola calibro 7.65, con matricola abrasa, e il dubbio è che si tratti proprio dell’arma usata per uccidere, il 12 ottobre del 2022, Giusy Arena. Era il giorno del suo 52° compleanno, qualcuno l’aveva attirata in un piazzale di Pratoregio, ai piedi dell’Alta Velocità, per poi lasciarla a terra, nella polvere, con il volto cancellato da tre proiettili. Al momento gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sulla vicenda, ma come è logico in una realtà chiusa come quella del Borgo Sud Est, dove tutti si conoscono, certe notizie non possono restare segrete per sempre.

L’identikit del sospettato e gli accertamenti del RIS

E così, l’identikit che possiamo mettere nero su bianco è quello di un uomo maturo, conoscente di Giusy e della sua famiglia, che stando ad alcune indiscrezioni avrebbe ricevuto l’arma da un amico, per «farla sparire». E così, come spesso accade in casi come questo, non è stato, e quella 7.65 ora è nelle mani dei RIS che dovranno appurare se si tratta di un caso (come era avvenuto tempo fa per un’arma della stesso calibro) o se sia davvero il tassello mancante per arrivare all’identificazione del killer di Giusy.

La posizione del fratello Angelo Arena e il movente

Al momento l’unico indagato da parte della Procura della Repubblica di Ivrea è suo fratello Angelo, mossa che era stata vista dai più come un «atto dovuto». Nel novembre del 2024, infatti, i Carabinieri del Comando Provinciale di Torino avevano bussato alla porta della sua casa di Montanaro mettendo sotto sequestro la sua Dacia Duster e alcuni vestiti. Ed era proprio l’auto al centro del giallo, dato che secondo gli uomini dell’Arma era stata lavata proprio il giorno dell’omicidio. Dopo due anni, però, non è chiaro cosa potesse ancora esserci su quell’auto.

Passando ai vestiti, invece, Arena era stato subito sottoposto allo stub per cercare tracce di polvere da sparo, esame che aveva dato esito negativo. Se fosse stato lui a sparare quei colpi calibro 7.65, qualche particella sarebbe stata trovata. Bisogna ricordare, però, come nelle prima fase dell’indagine siano stati mostrati capi d’abbigliamento alle «persone informate sui fatti». Oltre che per l’omicidio di Giusy, Angelo era stato indagato anche per il possesso dell’arma del delitto, mai ritrovata. Il possibile movente resta quello economico, con l’eredità della madre quantificata nella casa di via Goito, a Montanaro, in cui vive Angelo, e più di 120 mila euro in contanti.