giudiziaria

Operazione contro la ‘ndrangheta, il Comune si costituisce parte civile

I nove saranno processati dal tribunale di Ivrea, competente per territorio, a partire dal 22 maggio

Operazione contro la ‘ndrangheta, il Comune si costituisce parte civile
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Il Comune di Brandizzo si costituisce parte civile nell’ambito dell’inchiesta Echidna sulla presenza della 'ndrangheta nel Nord Ovest. Un gesto che l’amministrazione comunale ha ritenuto necessario.

‘Ndrangheta, il Comune si costituisce parte civile

«Ci siamo costituiti parte civile a tutela della legalità e dell’immagine - dice la sindaca Monica Durante - Secondo l’ipotesi dell’accusa una ‘ndrina si sarebbe infiltrata nel paese e avrebbe esercitato un forte controllo sul territorio anche commettendo delle estorsioni. Riteniamo quindi necessario costituirci parte civile».

Sono nove i rinvii a giudizio in questa inchiesta anche se la procura di Ivrea ne aveva chiesto 32, scaturiti dall'inchiesta della Dda che si è concentrata sulla famiglia Pasqua che, secondo gli inquirenti, avrebbe creato a Brandizzo una articolazione territoriale della 'ndrangheta su emanazione delle 'ndrine Nirta e Pelle, della locale di San Luca, imponendosi nel settore del trasporto e del movimento terra.

Fra gli imputati figura l'imprenditore Roberto Fantini, chiamato in causa in quanto ex amministratore delegato di Sitalfa (società che si occupava per conto della Sitaf della manutenzione dell'autostrada Torino-Bardonecchia), accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.

I nove saranno processati dal tribunale di Ivrea, competente per territorio, a partire dal 22 maggio.

L’operazione

A leggere le carte dell’operazione «Echidna», condotta giovedì 4 aprile 2024 dai Carabinieri del ROS e del Comando Provinciale di Torino, sembra che i tredici anni dalla «Minotauro» siano trascorsi invano.

Le indagini, condotte tra il 2014 ed il 2021 dai Carabinieri del ROS di Torino e dalla Stazione Carabinieri di Leinì, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Torino, si sono concentrate su un’articolazione territoriale della ’ndrangheta operante tra Brandizzo, Torino e la provincia, emanazione delle ‘ndrine Nirta e Pelle di San Luca.

Il tutto documentando come il sodalizio, caratterizzato dalla tipica struttura mafiosa, abbia operato con sistematico ricorso all’intimidazione nei rapporti con i concorrenti e offerta di protezione a vittime di atti estorsivi, infiltrandosi nell’economia legale del territorio attraverso aziende di edilizia e trasporti, riconducibili al gruppo criminale. Società che hanno ricevuto, almeno a partire dal 2014, commesse da appaltatori operanti nel settore autostradale e nella realizzazione delle grandi opere per svolgere lavori di manutenzione del manto autostradale e movimento terra nella provincia di Torino.

Nel febbraio del 2018, quando i carabinieri di Leini hanno iniziato ad indagare su di un traffico di armi che coinvolgeva personaggi legati alla ‘ndrangheta e operanti tra Chivasso e Brandizzo.

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