Il caso

Operazione Echidna, Fantini risarcisce il Comune con 15 mila euro

I soldi incassati, come precisato dall'Amministrazione brandizzese, verranno interamente destinati a finalità sociali e a progetti legati alla collettività

Operazione Echidna, Fantini risarcisce il Comune con 15 mila euro

Svolta nel procedimento che vede coinvolto il Comune di Brandizzo nel processo “Echidna”.

Operazione Echidna, Fantini risarcisce il Comune con 15 mila euro

La Giunta comunale ha approvato l’accordo transattivo con Roberto Fantini, ex amministratore delegato di Sitalfa, imputato con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. A fronte di un versamento di 15.000 euro da parte di Fantini, l’Amministrazione ha dato il via libera alla revoca della costituzione di parte civile nei suoi confronti.
L’accordo chiude la partita legale tra l’ex Amministratore Delegato e l’ente locale, senza che ciò comporti un’ammissione di colpa da parte di Fantini nei confronti del Comune. I soldi incassati, come precisato dall’Amministrazione brandizzese, verranno interamente destinati a finalità sociali e a progetti legati alla collettività.
A spiegare le ragioni della scelta è direttamente la prima cittadina di Brandizzo, Monica Durante, che difende la linea della pragmaticità d’intesa con il legale dell’ente, l’avvocato Giulio Calosso: «Credo sia un buon risultato per l’Amministrazione, nel senso che si è ritenuto opportuno accettare il risarcimento di 15.000 euro, sia perché la somma è in linea con i risarcimenti liquidati dall’Autorità Giudiziaria in vicende analoghe, sia perché la somma è stata incassata in tempi strettissimi, anziché all’esito di un giudizio che si prevede non breve, sia perché tale opzione esclude completamente il rischio di una causa in relazione alla posizione del signor Fantini».

La battaglia legale di Brandizzo nel processo Echidna non si ferma qui

Se la posizione di Roberto Fantini viene stralciata dal percorso risarcitorio del Comune, la battaglia legale di Brandizzo nel processo Echidna non si ferma qui.
La sindaca Durante ha infatti tenuto a precisare che la linea di fermezza dell’ente contro i reati di stampo mafioso rimane intatta per il resto del dibattimento: «Il Comune permane comunque costituito parte civile nei confronti degli altri imputati», ha concluso la prima cittadina.

L’operazione Echidna

Le indagini, condotte tra il 2014 e il 2021 dai Carabinieri del ROS di Torino e dalla Stazione Carabinieri di Leinì, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Torino, si sono concentrate su un’articolazione territoriale della ’ndrangheta operante tra Brandizzo, Torino e la provincia, emanazione delle ‘ndrine Nirta e Pelle di San Luca. Le indagini hanno documentato come il sodalizio, caratterizzato dalla tipica struttura mafiosa, abbia operato con sistematico ricorso all’intimidazione nei rapporti con i concorrenti e offerta di protezione alle vittime di atti estorsivi, infiltrandosi nell’economia legale del territorio attraverso aziende di edilizia e trasporti, riconducibili al gruppo criminale. Società che hanno ricevuto, almeno a partire dal 2014, commesse da appaltatori operanti nel settore autostradale e nella realizzazione di grandi opere per svolgere lavori di manutenzione del manto autostradale e movimento terra nella provincia di Torino.
Tutto ha avuto inizio nel febbraio del 2018, quando i carabinieri di Leini hanno iniziato a indagare su di un traffico di armi che coinvolgeva personaggi legati alla ‘ndrangheta e operanti tra Chivasso e Brandizzo.