Cronaca
il caso

Operazione Pioneer, confiscati beni per 4milioni ad un commercialista

La Suprema Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dal professionista e dai suoi familiari.

Operazione Pioneer, confiscati beni per 4milioni ad un commercialista
Cronaca Torino, 26 Novembre 2022 ore 08:36

La Suprema Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da un noto commercialista di Torino e dai suoi familiari, avverso l’applicazione della  Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza per 4 anni e la confisca di beni per un valore superiore a 4 milioni di euro decise da due diversi decreti emessi dal Tribunale e dalla Corte d’Appello di Torino.

'Ndrangheta, confiscati beni per 4milioni ad un commercialista

La misura di prevenzione personale e patrimoniale era stata presentata a seguito di indagini patrimoniali svolte dalla Direzione Investigativa Antimafia – articolazione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza -, costantemente coordinate dalla Procura della Repubblica di Torino, i cui esiti erano confluiti in una proposta a firma congiunta del Direttore della DIA e del Procuratore della Repubblica di Torino.

Il professionista era stato arrestato unitamente a due esponenti di spicco della cosca ‘ndranghetista Spagnolo di Ciminà operante in Piemonte, nell’ambito dell’operazione, convenzionalmente denominata, “PIONEER”, avviata da questo Centro Operativo.

Il professionista era aduso creare e utilizzare sistemi di interposizione fittizia nella proprietà di beni ed imprese, tanto a favore di esponenti di consorterie mafiose, quanto a beneficio proprio nonché ad organizzare sistemi criminali per la commissione di reati tributari quali l’emissione o l’annotazione di fatture per operazioni inesistenti tra società collegate.

Il caso

Tra i beni confiscati definitivamente ed acquisiti nel patrimonio dello Stato vi sono i compendi di due aziende ubicate in provincia di Torino e Lecce, quote societarie di diverse società, 9 rapporti finanziari, 36 beni immobili ubicati nelle province di Torino, Aosta, Savona, Vibo Valentia e Lecce e beni immobili registrati per un valore complessivo che supera i 4 milioni di euro.

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