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CHIVASSO

Operazione Platinum, nell'ordinanza: «Per favore, vota Doria, mi serve»

L'operazione ha colpito nel cuore la città.

Operazione Platinum, nell'ordinanza: «Per favore, vota Doria, mi serve»
Cronaca Chivasso, 22 Maggio 2021 ore 05:50

«Per favore, vota Doria, mi serve»: dall’ordinanza dell'operazione Platinum Dia che ha colpito nel cuore Chivasso spunta la frase choc.

Operazione Platinum, nell'ordinanza: «Per favore, vota Doria, mi serve»

«Io sono una persona onesta, io non ho mai telefonato ai Vazzana». Questa, stando alle «soffiate» di chi ha partecipato alle (tesissime) riunioni di maggioranza della scorsa settimana, la linea scelta dal sindaco Claudio Castello per allontanare da sé l’ombra di legami pericolosi con Giuseppe «Pino» e Mario «Franco» Vazzana, arrestati nell’ambito dell’operazione «Platinum» contro la ‘ndrangheta.
Due «insospettabili», si affrettano a dire tutti i politici citati nell’ordinanza, anche se già nel 2019 i loro nomi si rincorrevano nella carte della «Cerbero», altra importante operazione dei carabinieri finalizzata a tagliare le radici della criminalità organizzata calabrese.

Un «approdo sicuro»

Che i Vazzana fossero personaggi di un certo spessore, in quel mondo, lo si capisce anche da un passaggio dell’ordinanza relativo all’assetto della Green srl, la società che tra gli altri gestisce anche il «Nimbus Cocktail Bar», nel parco commerciale di via Impastato.
Tra i dipendenti della società, infatti, risultava anche la presenza di Saverio Barbaro, che tra il novembre 2015 e il febbraio 2017 ha percepito compensi per aver svolto attività lavorative. Saverio è il figlio di Giuseppe Barbaro, morto in carcere nel 2016, arrestato nell’ambito della «Minotauro».
Il monitoraggio sui cellulari, ha poi permesso agli inquirenti di scoprire come, nel tempo, l’Hotel Vazzana di Volpiano sia stato una specie di «approdo sicuro» per gli affiliati della locale, garantendo assistenza anche a ricercati o latitanti.
L’occhio di riguardo dell’Asl
Per quanto «minore», vi è un passaggio che in un mondo normale imbarazzerebbe non poco la direzione dell’AslTo4, che invece al momento non ha ancora commentato. Parlando di un’ispezione da parte del personale dell’Asl all’interno del bar del Campus, Francesca Vazzana ha raccontato al padre Giuseppe di come l’ispettore «fosse disperato», al punto da non sapere più «dove sbattere la testa». Il tecnico avrebbe anche aggiunto: «Io rischio, se vengono invece gli altri, quelli della sanità, quegli str***». Per poi aggiungere, pregando i Vazzana di fare i lavori il più in fretta possibile, «Sembra che io ho preso i soldi a non averti fatto la multa».

Il centro destra

Le varie intercettazioni citate nell’ordinanza, descrivono un quadro «tristissimo» della politica chivassese, dove a contare non sono le idee ma gli interessi e le persone che possono realizzarli.
E così, tra le carte spunta la telefonata con un certo Giovanni, residente a Chivasso ma originario della provincia di Catanzaro, che Pino Vazzana di fatto «pregava» di votare per Matteo Doria.
Se Giovanni, molto «onestamente», rispondeva «Sì vado a votare, ma non lo so, io adesso, sicuro non lo so perché, sinceramente, mi stanno sul c*** tutti e due», Vazzana altrettanto «onestamente» ribatte: «No, no, vai a votare Doria, per favore, mi serve».
Esattamente tre giorni dopo, il 26 giugno 2017, Vazzana aveva già cambiato «cavallo». Parlando con Linda Usai (a cui già la settimana scorsa avevamo chiesto un commento sulla vicenda, senza ottenere risposta) della questione bar e campo da calcio al Campus delle associazioni, Vazzana infatti afferma: «Secondo me sarebbe stato difficile da una parte anche per Doria, perché poi sai com’è a livello politico... “Ah sono arrivati gli amichetti, gli amici, le cose”... Che poi non è vero, però voglio dire... sarebbe stato... Secondo me da una parte può essere più semplice che me lo dia lui (Castello, ndr), pensaci un attimo».

Ulteriori controlli

E’ notizia recente quella dei controlli della Dia in Comune, a Settimo Torinese, per approfondire alcuni aspetti della «Platinum», e questo non ci permette di escludere che nelle prossime settimane, o addirittura già nei prossimi giorni, gli agenti della Direzione Investigativa Antimafia possano bussare alle porte di Palazzo Santa Chiara acquisendo nuova documentazione.
Ma Chivasso, si merita davvero tutto questo? Noi crediamo di no.