Pd nella bufera. Pipino scrive a Morri

Il Pd chivassese sta vivendo un periodo molto delicato. La candidatura di Roberto Zollo sembra aver dato un vero e proprio scossone e il segretario. Gianni Pipino che è un uomo di spicco del Pd di Chivasso ha deciso di scrivere una lettera a Fabrizio Morri, segretario Metropolitano del Pd. 

Pd nella bufera. Pipino scrive a Morri
Cronaca 18 Febbraio 2017 ore 14:22

Il Pd chivassese sta vivendo un periodo molto delicato. La candidatura di Roberto Zollo sembra aver dato un vero e proprio scossone e il segretario. Gianni Pipino che è un uomo di spicco del Pd di Chivasso ha deciso di scrivere una lettera a Fabrizio Morri, segretario Metropolitano del Pd. 

Il Pd chivassese sta vivendo un periodo molto delicato. La candidatura di Roberto Zollo sembra aver dato un vero e proprio scossone e il segretario. Gianni Pipino che è un uomo di spicco del Pd di Chivasso ha deciso di scrivere una lettera a Fabrizio Morri, segretario Metropolitano del Pd. Una lettera in cui Pipino fa una sua analisi sul Pd, sulla elezioni primarie e sullascelta di candidare Zollo che 15 anni fa si presentò con An.

"Veni, vidi, vici” la celebre frase con cui Giulio Cesare annuncia i suoi trionfi bellici è anche la sintesi di un metodo di lavoro da cui ancora oggi possiamo imparare per raggiungere gli obiettivi che ci poniamo. - Izia Pipino -  “Veni” presuppone il muoversi, l’andare a vedere in prima persona, non fidarsi del sentito dire o di quanto superficialmente possiamo pensare prima di aver approfondito.   “Vidi” implica l’approfondimento, capire il contesto, le problematiche, le conseguenze delle azioni che possiamo pensare di intraprendere, valutare la situazione “Vici” è l’azione, l’intervento, il fare.Caro segretario, a Chivasso come ben sai è stato avviato il percorso delle primarie aperte di coalizione.  Si è arrivati alle primarie aperte perché abbiamo ritenuto di non avere candidature tali da poter essere presentate ed accettate senza passare al vaglio di un metodo, quello delle primarie appunto, che il nostro partito prevede da statuto come “il” metodo per scegliere i candidati . Un percorso abbastanza complicato, normato da regole che in questi anni sono state affinate in tutta Italia in occasione delle elezioni di grandi e piccole città da Milano in giù. A Chivasso, mi sono fatto carico quale segretario del circolo di gestire questo faticoso percorso, di renderlo pubblico come deve essere, di definirne le regole passate peraltro al vaglio degli organismi di partito preposti.  Ho proposto a Roberto Zollo, una stimata persona che 15 anni or sono ha avuto una esperienza politica nel centrodestra, di partecipare con una sua lista civica alle primarie di coalizione. Non voglio dilungarmi sulle ragioni politiche di tale proposta. Diciamo sinteticamente che a Chivasso non volevo replicare i successi del PD negli ultimi due anni in Provincia di Torino dove si è perso in 18 grandi Comuni su 18. L’esperienza di volontariato e civica svolta dal candidato negli ultimi anni era il presupposto, insieme alla sua provenienza dal centrodestra, per costruire una coalizione sufficientemente ampia ed eterogenea, capace di attrarre anche liste civiche già costituite. Abbiamo definito una “Carta dei Valori” che delinea un chiaro programma “di sinistra” che ogni candidato avrebbe dovuto accettare per proporsi nelle primarie. Ritengo che Chivasso non meriti, dopo cinque anni di faticosa ed onorata amministrazione, di arrendersi al vento populista del Movimento 5 Stelle o al ritorno del centrodestra che così tanti danni ha provocato in passato. Roberto Zollo può non piacere ad alcuni. Soprattutto a chi nel nostro partito da anni ambisce da sempre ad incarichi di maggior prestigio. Oppure a chi non lo ritiene sufficientemente di sinistra per poter rappresentare la coalizione in cui il PD è la colonna portante. Sono critiche legittime. Ma la proposta di Zollo è, o meglio era, rivolta alle primarie aperte della coalizione.  Lo spirito delle primarie non è quello di “investitura” come per la scelta dell’Abbà . Se a Chivasso ci fossero altre personalità capaci di proporsi a guidare la città dovrebbero emergere autonomamente proponendo le loro idee e la loro squadra. Non ritirarsi offesi dalla mancata investitura.  Le primarie sono fatte per selezionare. Se il popolo delle primarie non si fosse riconosciuto in Roberto Zollo avrebbe vinto un altro candidato. Ad esempio Claudio Castello – assessore in carica ai Lavori Pubblici - che ha presentato la sua candidatura. Caro segretario, tu sai meglio di me che il nostro partito è strutturato in livelli ed autonomie. Il Circolo di Chivasso è autonomo sia sotto il profilo legale che politico. L’ho imparato a mie spese quando alcuni anni or sono il sig. Gambarino ha fatto causa al PD di Chivasso chiedendo danni per un importo con tanti zeri. Il PD di Chivasso è rimasto solo a combattere una battaglia giudiziaria con possibili risvolti economici pesantissimi. L’autonomia nel lavoro, nella vita e in politica è un principio per me irrinunciabile. Ma lo è anche per i territori dove i politici non possono essere o apparire come marionette manovrate da un burattinaio torinese o romano. Il tuo intervento sui giornali il giorno stesso in cui è emersa la notizia ancora ufficiosa della candidatura di Zollo è una ingerenza inaccettabile nei modi e nei contenuti. Lo è ancor di più venire all’assemblea del circolo e di fatto far saltare il percorso delle primarie di coalizione già avviato. Tra l’altro rilanciando in modo strumentale l’ipotesi di candidatura di Gianna Pentenero già ampiamente discussa e superata. E infine annunciando e minacciando l’ingerenza tua e del Segretario Regionale Gariglio nella nostra campagna elettorale fino all’eventuale commissariamento. Io penso che l’ingerenza da te esercitata sia grave, probabilmente legata a vicende che nulla hanno a che vedere con Chivasso ma con uno scontro di potere torinese di cui sinceramente non mi sono mai interessato. La delegittimazione della dirigenza locale da te esercitata senza averne alcuna autorità e di cui ti assumerai la responsabilità nelle sedi deputate anche per le conseguenze sulla nostra campagna elettorale e sulla Città di Chivasso, implica necessariamente le mie immediate ed irrevocabili dimissioni di cui il Circolo deve prendere subito atto vista l’entità e l’urgenza delle attività da gestire. Dimissioni inevitabili non solo per ridare dignità al mio ruolo ma soprattutto al Circolo e ai militanti che rappresento. Caro segretario, Roberto Zollo si è candidato con AN 15 anni fa. Può darsi che per questo motivo la sua candidatura con una lista civica alle primarie del centrosinistra avrebbe fatto clamore. Certo il clamore non poteva non esserci dopo il tuo intervento sui giornali. Ma in ogni caso vorrei sapere perché i regolamenti delle primarie – che non ho fatto io - non prevedano tale eventualità come causa ostativa oggettiva (chi in vita sua si è candidato in AN non può partecipare alle primarie). Viceversa se l’incompatibilità fosse “soggettiva” allora vorrei sapere in base a quali elementi tu abbia scatenato questa bagarre. Io credo, ma non solo io, che tutto questo sia strumentale. Perché altrimenti mi devi spiegare perché la stessa cosa sia successa in molte altre città senza che questo fosse vissuto come uno scandalo. Ma non solo. Ritengo che oggi il nostro partito dovrebbe cercare di tenere innanzitutto lontani i ladri, gli affaristi e gli imbroglioni (e anche i malavitosi). Quelli sì hanno rovinato o possono rovinare il buon nome del PD. Molto di più di un galantuomo che abbia, dopo 15 anni, cambiato appartenenza politica. Anche San Paolo predicò il cristianesimo dopo aver perseguitato i cristiani e poi, se il trasformismo fosse bandito, quanti di voi dal Parlamento in giù rimarrebbero seduti sulla propria poltrona? Con i tempi che corrono già intravedo larghe intese post-elezioni a base proporzionale che porteranno inevitabilmente a vederti intorno ad un tavolo con il sen. Fluttero in persona e non con chi 15 anni or sono con lui si è candidato e dopo un paio di anni gli ha fatto opposizione in Consiglio Comunale ed è entrato nell’UDC per poi abbandonare la politica attiva. Cosa farai allora? Ti dimetterai per coerenza? Cosa faranno quelli che anche a livello locale si ergono oggi a “paladini” dei valori di sinistra ? Caro segretario, i tempi sono purtroppo cambiati e con non poche difficoltà certe mediazioni e certi compromessi sono inevitabili e devono essere spiegati al nostro elettorato. Io penso che soprattutto a livello locale vengano prima l’onestà, la competenza, l’impegno per raggiungere obiettivi comuni per evitare che prevalgano il populismo, l’incompetenza o l’affarismo. Il resto per me sono chiacchiere, o beghe di palazzo che sinceramente non interessano né a me né ai chivassesi. A me interessa solo il futuro di Chivasso e che possa avere una amministrazione dignitosa. Per questo lotterò con chi avrò al mio fianco avendo sempre come unica guida i valori in cui credo e la mia comunità.