La Polizia di Stato, attraverso gli specialisti del Centro Operativo Sicurezza Cibernetica Piemonte e Valle d’Aosta, ha concluso un’indagine, avviata dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online, che ha consentito l’identificazione di quattro soggetti dediti allo scambio di materiale pedopornografico, tre dei quali tratti in arresto in flagranza di reato al termine dell’esecuzione dei decreti di perquisizione personale, locale ed informatica, emessi dalla Procura di Torino.
Pedopornografia, altri tre arresti della Polizia di Stato
L’indagine è stata avviata a seguito di una complessa attività sotto copertura svolta dal C.N.C.P.O, durata più di 2 anni, che ha consentito di individuare i promotori di un gruppo Telegram, rispettivamente identificati in un sacerdote e un medico, arrestati nel 2025 a Brescia e Torino. In carcere era finito Andrea Micelli, 43 anni, di Chivasso, stimato professionista specializzato in medicina estetica, medicina dello sport e dermatologia, arrestato la scorsa estate in quanto indagato per «Produzione di contenuti multimediali realizzati mediante sfruttamento di minori e detenzione di ingente quantitativo di materiale pedopornografico scaricato in rete».
Grazie all’attività investigativa undercover, con l’utilizzo di elevate e innovative tecniche informatiche volte alla de-anonimizzazione degli utenti, è stata fatta luce sulla rete di contatti con cui il medico torinese scambiava materiale illecito nelle comunità dedite allo scambio del materiale di pedopornografia.
Le indagini
A seguito del sequestro e dell’analisi dei dispositivi informatici reperiti nel corso dell’attività di ricerca della prova, era stato possibile circostanziare le singole attività, in particolare la partecipazione alle comunità illecite nel web sommerso e la produzione di materiale in chat con minorenni con i quali avrebbe intrattenuto rapporti ed incontri.
Nel corso delle indagini sarebbe emerso come il quarantenne, dedito nel tempo libero ad attività sportive a costante contatto con minori in età adolescenziale, avrebbe stretto legami con altri soggetti interessati all’incessante scambio di materiale pedopornografico, oltre che nel Darkweb, anche in ambienti di chat peer to peer.
Tra i vari contatti del soggetto vi era infatti anche un sacerdote della provincia di Brescia, don Jordan Coraglia (arrestato dagli investigatori della Polizia Postale nello scorso mese di maggio) con il quale Micelli avrebbe ideato la creazione di un gruppo a sfondo pedopornografico esclusivamente italiano, aperto al reclutamento di altri soggetti dediti alla produzione di materiale con nuovi contenuti.
Secondo le accuse, sarebbe stato quindi ideato un gruppo su Telegram su cui far circolare video e immagini a contenuto pedopornografico, sembra realizzati in zone «svantaggiate» del mondo.
L’operazione a Cuneo, Genova e Pordenone
L’attività di Polizia effettuata con la collaborazione dei Centri Operativi Sicurezza Cibernetica di Torino, Genova e dalle Sezioni Operative Sicurezza Cibernetica di Como e Pordenone ha consentito l’arresto di due uomini, di 52 anni e di 40 anni, nelle province di Cuneo e Genova, per detenzione di ingente quantitativo di materiale realizzato mediante sfruttamento sessuale di minori, nonché l’arresto di un giovane pordenonese di 27 anni anche per produzione di materiale di pedopornografia minorile e il deferimento, in stato di libertà, di un minorenne del 2008, residente nel Comasco, individuato quale amministratore del gruppo da cui l’indagine aveva originariamente preso le mosse.