L’indagine

Pellet fuori norma controlli anche nel Torinese

Ora è in corso, dall’8 di febbraio, una seconda campagna che toccherà tutto il Piemonte.

Pellet fuori norma controlli anche nel Torinese
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Nel gennaio 2020, una task force aveva passato al setaccio i materiali combustibili per il riscaldamento in diversi punti vendita, per valutare la conformità dei materiali in commercio. Allora risultarono alcune criticità nei prodotti in distribuzione. Come riporta PrimaVercelli.it

L’indagine del 2020

La prima campagna fu frutto di una sinergia tra Regione Piemonte, Arpa e Carabinieri Forestali. L’indagine, toccò l’intero territorio regionale, obiettivo rilevare e reprimere eventuali irregolarità in fase di distribuzione del pellet, materiale particolarmente diffuso per il riscaldamento a legna.

I 37 campioni, prelevati presso la piccola distribuzione, erano in parte di origine italiana ed in parte di provenienza estera, da 13 diversi Paesi europei o extracomunitari.

I controlli vennero così suddivisi territorialmente: 17 in provincia di Torino, 3 in provincia di Alessandria, 4 in provincia di Asti, 2 in provincia di Cuneo, 3 in provincia di Novara, 3 nel Verbano Cusio Ossola e 4 in provincia di Vercelli.

Ora è in corso, dall’8 di febbraio, una seconda campagna che toccherà tutto il Piemonte. In azione squadre di Arpa Piemonte e dei Carabinieri Forestali.

“Meglio i pellet nostrani”

L’Assessore all’Ambiente di Regione Piemonte Matteo Marnati: ​​​​​“La lotta all’inquinamento dell’aria è una nostra priorità ed è importante controllare e monitorare che il materiale venduto sia certificato e di altissima qualità. È sicuramente meglio usare legna e pellet del nostro territorio rispetto a quello importato dall’estero, spesso non a norma. Ringrazio i carabinieri della forestale ed Arpa per questa fondamentale attività”.

Ci sono delle criticità

A conclusione di questa prima indagine è emerso che esistono criticità sui pellet che si trovano in commercio nella nostra regione, che possono avere una ricaduta sulle emissioni di polveri sottili.

Nella quasi totalità si tratta di pellet dichiarati di classe A1, ossia “di qualità eccellente” secondo i dettami della norma UNI EN ISO 17225-2. Tuttavia, secondo le analisi effettuate in laboratorio dall’Arpa, sono emersi 5 casi di qualità più scadente (A2 e anche B).

In tutti i casi, la non conformità riscontrata riguarda il tenore di ceneri, uno dei parametri più significativi per caratterizzare gli effetti sulla combustione dei pellet e quindi le ricadute in termini di emissioni di polveri sottili: queste possono più che triplicare passando dalla classe A1 alla classe A2, a parità di tipologia di stufa e di calore prodotto, come evidenzia la letteratura tecnico-scientifica.

 

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