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Pensionato finisce in rianimazione per un colpo di calore

Aumentano gli anziani trasportati al Pronto Soccorso dopo aver svolto attività, anche sportive, nelle ore più torride

Pensionato finisce in rianimazione per un colpo di calore

Un paziente in rianimazione a Chivasso per un grave colpo di calore diventa il monito della campagna «Caldo? Gioca d’anticipo», lanciata per contrastare i rischi legati alle ondate di afa estrema.

Pensionato finisce in rianimazione per un colpo di calore

Un letto nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Chivasso, un paziente ricoverato in prognosi riservata e un corpo che lotta contro gli effetti devastanti di un colpo di calore complicato. Non si tratta di un’esagerazione allarmistica, ma della cronaca di questi giorni nel nostro territorio. Questo drammatico caso clinico, confermato da Paolo Franzese, direttore del Dipartimento dell’Emergenza dell’AslTo4, rappresenta il fulcro e il monito più severo della campagna di prevenzione «Caldo? Gioca d’anticipo», pensata proprio per evitare che una giornata di sole si trasformi in tragedia.

I dati del Pronto Soccorso e i comportamenti a rischio

I dati complessivi, fortunatamente, non mostrano un incremento degli accessi totali al Pronto Soccorso rispetto allo scorso anno. Tuttavia, come evidenzia Franzese, negli ultimi giorni è stato registrato un discreto e preoccupante numero di malori direttamente legati all’esposizione al caldo ambientale. La maggior parte di questi episodi ha coinvolto persone anziane che hanno scelto di svolgere attività all’aperto, talvolta persino sportive, proprio nelle ore centrali e più roventi della giornata, contravvenendo apertamente alle indicazioni istituzionali. Se per quasi tutti i pazienti la situazione si è stabilizzata con dimissioni a breve prognosi, il paziente ricoverato in rianimazione conferma il risco estremo a cui ci si espone sottovalutando la morsa dell’afa.

Che cos’è il colpo di calore e come agisce sul corpo

Il colpo di calore non è un semplice affaticamento, ma il completo fallimento del nostro sistema di termoregolazione fisiologica. In condizioni normali, l’organismo si raffredda attraverso l’evaporazione del sudore. Tuttavia, quando le temperature esterne diventano estreme e si associano a tassi elevati di umidità, forte irraggiamento solare e assenza di ventilazione, questo meccanismo si blocca. L’umidità impedisce al sudore di evaporare rapidamente, intrappolando il calore all’interno del corpo. La temperatura interna può così impennarsi in appena dieci o quindici minuti, raggiungendo i 40 e 41 °C e innescando un malfunzionamento sistemico degli organi interni e del cervello che può condurre alla morte.

I segnali d’allarme progressivi da non ignorare

Prima di arrivare al punto di rottura registrato nel caso di Chivasso, il corpo lancia segnali d’allarme progressivi che spesso vengono ignorati. Si passa da disturbi lievi come i crampi muscolari, causati dalla perdita di sodio, all’edema da vasodilatazione periferica negli arti inferiori. Si può andare incontro a congestioni repentine se si assumono bevande ghiacciate quando si è surriscaldati, alterando il flusso sanguigno addominale durante la digestione. Lo stress da calore vero e proprio si manifesta poi con debolezza, nausea, cefalea e vertigini, ed è l’ultimo sbarramento prima del collasso termico.

Le categorie più fragili: anziani e bambini

Gli anziani sono i soggetti più esposti a causa di una naturale riduzione dello stimolo della sete e di una minore efficienza della termoregolazione, una fragilità amplificata se vivono in condizioni di solitudine o isolamento sociale. Dall’altro lato dello spettro anagrafico, i neonati e i bambini piccoli presentano una superficie corporea e un sistema immunitario che li espone a rapidissimi fenomeni di disidratazione, specialmente se affetti da episodi febbrili o gastroenterici.

Patologie preesistenti e fattori di rischio legati al lavoro e all’ambiente

Se devono prestare particolare attenzione le donne in stato di gravidanza e i pazienti ipertesi, cardiopatici, diabetici o con patologie respiratorie, neurologiche o psichiatriche, non vanno dimenticati i rischi legati al contesto di vita e di lavoro. Gli operai edili, i lavoratori agricoli e chiunque svolga attività pesanti all’aperto sperimenta un carico termico eccezionale. Lo stesso vale per gli atleti e per gli operatori sociosanitari costretti a indossare dispositivi di protezione individuali pesanti. Infine, la povertà e il disagio abitativo – come vivere in appartamenti scarsamente ventilati e privi di aria condizionata – creano trappole di calore amplificate dall’inquinamento atmosferico urbano.

Livello 3 di Allerta Rossa

ALLERTA ROSSA

Quando (ed è il caso dei prochains giorni) i bollettini previsionali dell’Arpa Piemonte segnalano un’allerta di Livello 3 significa che le condizioni meteorologiche rappresentano un pericolo concreto anche per le persone sane, giovani e attive. La parola d’ordine della campagna è responsabilizzazione: ognuno deve farsi carico del proprio benessere modificando radicalmente le abitudini quotidiane.

Il primo comportamento da adottare è il rispetto rigoroso dei tempi della giornata, evitando l’esposizione al sole diretto e l’attività fisica intensa tra le 11 e le 18.

In ambito domestico, è fondamentale rinfrescare gli ambienti sfruttando la ventilazione naturale, che garantisce un ricambio d’aria superiore rispetto ai sistemi meccanici. I condizionatori vanno regolati senza eccessi, mentre i ventilatori non devono mai essere indirizzati direttamente sul corpo, in particolare se si tratta di persone anziane costrette a letto. Se la propria abitazione è troppo calda, trascorrere qualche ora in un luogo pubblico climatizzato può spezzare l’accumulo termico corporeo. L’abbigliamento deve essere leggero, prediligendo tessuti naturali come il cotone o il lino e colori chiari che riflettono le radiazioni solari, senza dimenticare cappello e occhiali da sole.

Alimentazione, idratazione e numeri utili per l’emergenza

Sul fronte alimentare, la dieta deve farsi leggerissima, sostituendo i cibi elaborati, grassi o piccanti con pasta, pesce, verdura e frutta fresca. L’idratazione va curata sorseggiando acqua costantemente, limitando drasticamente bevande zuccherate, gassate, caffè, tè e alcolici, che agiscono come potenti diuretici accelerando la disidratazione. Anche la conservazione di cibo e farmaci richiede attenzione: i medicinali vanno tenuti lontani da fonti di calore e riposti in frigorifero se la temperatura ambientale supera i 25 – 30°C. Per informazioni istituzionali e risposte a dubbi specifici, il Ministero della Salute mette a disposizione la sezione tematica «Ondate di calore» sul proprio portale web e il Numero di pubblica utilità 1500 «Proteggiamoci dal caldo». In caso di malori gravi o sintomi riconducibili al colpo di calore, la procedura corretta resta la chiamata immediata ai servizi di emergenza attraverso il 112 o il 118.