Cronaca
l'appello della famiglia

Pensionato morì dopo 40 giorni di coma: «Perché?»

Il quadro clinico si è modificato ed è stato necessario un intervento chirurgico urgente che ha rivelato una complicanza.

Pensionato morì dopo 40 giorni di coma: «Perché?»
Cronaca Chivasso, 26 Marzo 2022 ore 05:48

Quando entra in redazione, Chiarina Parise trattiene a stento le lacrime. Anche se sono passati otto mesi dalla morte di suo marito Luigi Scigliano, 83 anni, il dolore è troppo forte: «Era andato in ospedale per colecisti - racconta - lo hanno operato, mandato a casa e dopo tre giorni è stato ricoverato d’urgenza. Medicina, chirurgia, un nuovo intervento e poi la corsa al San Giovanni Bosco di Torino, dove è morto il 3 luglio 2021 dopo 40 giorni di coma. Io voglio sapere: perché è morto mio marito?».

Pensionato morì dopo 40 giorni di coma: «Perché?»

Abbiamo chiesto una nota all’AslTo4: «Innanzitutto l’azienda esprime ai familiari il sincero cordoglio e la vicinanza per il lutto che li ha colpiti. In riferimento a quanto segnalato, è stata effettuata un’attenta valutazione da parte del Direttore della Medicina Chivasso, dottoressa Fiammetta Pagnozzi, e della Chirurgia Chivasso, dottoressa Adriana Ginardi. In merito al secondo accesso in Ospedale, seguito alla dimissione post-intervento chirurgico, la dottoressa Pagnozzi ha rilevato che “Il Signor S. è stato ricoverato 48 ore in Medicina prima del trasferimento in Chirurgia avvenuto nel pomeriggio del 19 maggio, durante le quali sono stati effettuati le consulenze, chirurgiche e cardiologiche, richieste e tutti gli esami strumentali necessari (due TAC dell’addome, un’ecografia addominale e una colangio-Risonanza Magnetica). Il Signor S. è stato continuativamente valutato dai medici di reparto e, nell’ambito dei colloqui con i familiari, questi ultimi sono stati informati della criticità delle condizioni del loro caro”. La dottoressa Ginardi ha precisato che “è stato effettuato il monitoraggio clinico e strumentale; la diagnostica strumentale seriata eseguita ha evidenziato la necessità di una procedura mini-invasiva di drenaggio sotto guida TAC, effettuata in data 20 maggio, che si è conclusa positivamente. In data 21 maggio il quadro clinico si è modificato ed è stato necessario un intervento chirurgico urgente che ha rivelato una complicanza. Complicanza che non si era manifestata con gli esami strumentali effettuati in modo seriato e che, purtroppo, può presentarsi, più frequentemente nei quadri di acuzie come in questo caso. Di conseguenza, è stato concordato con il Direttore della Chirurgia dell’Ospedale San Giovanni Bosco, riferimento di secondo livello, il trasferimento immediato del Signor S. presso la loro sede».

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