le accuse

Chivassese picchia e stupra la compagna davanti ai suoi figli: arrestato

Quattro mesi di violenze: blitz dei Carabinieri di Milano e Chivasso

Chivassese picchia e stupra la compagna davanti ai suoi figli: arrestato
Chivasso, 26 Settembre 2020 ore 06:13

Arrestato un 45enne di Montanaro, avrebbe picchiato e violentato per mesi la compagna davanti ai suoi figli.

Picchia e stupra la compagna

Disoccupato, incensurato. Questo lo scarno identikit di Fabio Brockett, classe 1975, originario di Chivasso e residente a Montanaro, arrestato nella mattinata di venerdì 18 settembre dai carabinieri della Stazione di Milano Rogoredo, supportati dai colleghi della Compagnia di Chivasso coordinati dal Capitano Luca Giacolla.

Custodia cautelare in carcere

Accuse pesantissime, che lo scorso 17 settembre hanno spinto il GIP del Tribunale di Milano a firmare un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Secondo le accuse, partite da una querela, l’uomo è ritenuto «gravemente indiziato» di aver, in stato di alterazione psicofisica dovuto all’abuso di sostanze alcoliche, ripetutamente maltrattato la propria convivente, episodi avvenuti tra i mesi di maggio e agosto del 2020.

La vittima

La vittima è un’impiegata italiana quasi sua coetanea, residente a Milano, che sarebbe stata sottoposta a violenze morali e fisiche dal compagno, che spesso rientrava a casa ubriaco.
Come se non fosse sufficiente, la donna sarebbe stata anche costretta a subire atti sessuali. Violenze valutate anche dai medici del pronto soccorso, che hanno riscontrato lesioni giudicate guaribili in cinque giorni.

Violenze davanti ai figli

A Fabio Brockett è stata contestata anche l’aggravante di aver commesso le violenze in presenza dei figli minorenni della donna.
Dopo le formalità di rito, il montanarese è stato trasferito in carcere a Ivrea a disposizione della Magistratura.

Storie di orrore

Non passa settimana, purtroppo, senza che la cronaca registri casi come questo.
Lo scorso anno, nel Chivassese sono state 139 le donne picchiate, umiliate, insultate, minacciate, denigrate e violentate che hanno trovato il coraggio di uscire dalla situazione di violenza che le teneva soggiogate.
Il Centro Antiviolenza di Chivasso opera attivamente nel contrasto di questo fenomeno, fornendo, a titolo gratuito, diversi servizi, fra i quali ricordiamo: il supporto legale e psicoterapeutico, la possibilità di ospitalità, l’aiuto nella ricerca lavoro e casa e diversi altri.
Secondo l’OMS, la violenza domestica è un fenomeno molto diffuso, che riguarda ogni forma di abuso psicologico, fisico sessuale, economico, nonché le varie forme di comportamenti coercitivi, esercitati per controllare emotivamente una persona che fa parte del nucleo familiare. Gli aggressori appartengono a tutte le classi e a tutti i ceti economici, senza distinzione di razza, età, etnia. Le vittime coinvolte possono appartenere a ogni estrazione sociale, di ogni livello culturale».
In pratica nel mondo una donna su tre, nella sua vita, è stata, almeno una volta, vittima di violenza fisica, sessuale o psicologica e il 40-70% delle donne assassinate muore per mano di parenti. I dati forniti dal Consiglio d’Europa rivelano che, nel vecchio continente, una percentuale compresa tra il 12 e il 15% delle donne è quotidianamente vittima di violenze domestiche e tra le donne tra i 16 e i 44 anni l’aggressione tra le mura domestiche rappresenta la prima causa di morte.

Come chiedere aiuto

In qualunque momento si può contattare il numero dei Centri Anti Violenza 1522, gratuito e attivo 24 ore su 24. Si tratta di un servizio pubblico gestito dal Dipartimento Pari Opportunità – Presidenza del Consiglio. Il servizio è disponibile anche in chat, qualora si avessero delle difficoltà a effettuare telefonate.
A Chivasso, il punto di riferimento è «La casa di Via Domani» di via Cavalcavia, gestita dall’associazione «Punto a Capo» guidata da Lina Borghesio. Per contatti, 011/9111456.

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