il caso

Polemica sulla Protezione civile: “Non siamo anziani ma esperti”

E’ questo il nuovo argomento di discussione a Cigliano dopo le dichiarazioni del sindaco Diego Marchetti.

Polemica sulla Protezione civile: “Non siamo anziani ma esperti”
Vercellese, 15 Giugno 2020 ore 12:37

Protezione civile. E’ questo il nuovo argomento di discussione a Cigliano dopo le dichiarazioni del sindaco Diego Marchetti secondo il quale avrebbe ereditato «un gruppo di Protezione civile ridotto numericamente e con un’età media piuttosto avanzata».

Polemica sulla Protezione civile

Protezione civile. E’ questo il nuovo argomento di discussione a Cigliano dopo le dichiarazioni del sindaco Diego Marchetti secondo il quale avrebbe ereditato «un gruppo di Protezione civile ridotto numericamente e con un’età media piuttosto avanzata».

L’intervento del coordinatore

Parole che non sono state proprio gradite dal coordinatore Ugo Colonello che replica ufficialmente al primo cittadino: «Leggo con dispiacere che lei dice di aver trovato il gruppo di Protezione civile di Cigliano composto solo da anziani. Faccio notare che in tutti questi anni questi anziani si sono prodigati nei diversi casi di emergenza e che sono molto utili. Cito, come il più risaputo, la nostra alluvione di Cigliano durante la quale la Protezione civile ha dato supporto ai cittadini, ai vigili del fuoco, ai carabinieri e ai vigili urbani. E poi la ricerca di una persona scomparsa segnalata nella zona del campo sportivo di Cigliano e trovata annegata il giorno dopo a Lamporo. E ancora la ricerca a Saluggia di una signora scomparsa dalla Casa di Riposo e trovata deceduta e tutti gli altri casi in cui è stato necessario intervenire. In tutti questi anni, questi anziani sono stati presenti nei vari turni di presidio, alla sede della Protezione civile di Vercellese per garantire personale in caso di necessità. Sono stati presenti per fare tutti i corsi di base e di specializzazione fino a quello sulla sicurezza alto rischio. Hanno inoltre seguito il corso sulla guida dei fuoristrada in caso di estremo pericolo o necessità in zona montana. Faccio inoltre notare che se essi sono presenti possono trasmettere ai nuovi entrati le loro conoscenze e capacità in caso di chiamata di emergenza. Capisco, ed è bello, che ci sia l’entusiasmo di portare una divisa da parte dei più giovani ma bisogna avere anche una preparazione teorica e pratica che non tutti questi giovani hanno. Mi auguro anche che il loro entusiasmo iniziale non finisca troppo presto. Faccio inoltre notare che questo gruppo di persone, oltre ad io che sono il coordinatore, consta di tre capisquadra abilitati a interventi di tutti i generi e di un vice coordinatore nonché segretaria. Chiederei perciò una correzione della parola anziani».
Colonello non vuole sollevare certamente alcuna polemica ma mettere soltanto i puntini sulle “i” per spiegare il ruolo che loro, membri di lunga data di questo sodalizio, hanno e che hanno proprio nel momento in cui fanno ingresso nel gruppo nuovi volonterosi giovani.

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