L'OPERAZIONE

Promettevano falsi contributi: truffate parrocchie, scuole e fondazioni religiose

Arresti e perquisizioni dei Carabinieri di Torino in tutta Italia.

Promettevano falsi contributi: truffate parrocchie, scuole e fondazioni religiose
Torino, 14 Luglio 2020 ore 11:53

Truffavano parrocchie, asili nido, scuole e fondazioni religiose, promettendo falsi contributi statali e comunali, arresti e perquisizioni dei Carabinieri di Torino in tutta Italia.

Promettevano falsi contributi

da PrimaTorino.it

I Carabinieri del Comando Provinciale di Torino hanno smascherato un’organizzazione criminale finalizzata alle truffe anche ai danni di persone a minorata difesa. Eseguite 9 misure cautelari e varie perquisizioni nel capoluogo piemontese e in altre città sul territorio nazionale. Accertati dai militari dell’Arma 41 raggiri, per un guadagno illecito di oltre 110mila euro.

La truffa

I componenti della banda, qualificandosi come funzionari comunali e regionali o direttori di istituti di credito, contattavano telefonicamente i responsabili di parrocchie, asili nido, scuole e fondazioni, per informarli falsamente che era stato loro destinato un contributo (comunale o regionale) erogato in somma maggiore a quella spettante e pertanto per evitare che lo stesso non venisse poi accreditato, li inducevano a versare la differenza degli importi (cifre variabili da 500 a 22.850 euro) su carte postepay riconducibili agli stessi indagati. Per evitare multe o l’abolizione del beneficio, le ignare vittime versavano la somma richiesta senza poi ottenere, ovviamente, il contributo promesso.

Individuati, altresì, diversi prestanomi intestatari di carte prepagate per l’accredito dei proventi illecitamente ottenuti, che erano poi compensati dai truffatori con percentuali variabili in base alla somma fraudolentemente incassata.

9 misure restrittive

Le indagini dei carabinieri della Compagnia Torino Oltre Dora, durate dal maggio 2019 al febbraio 2020, hanno però messo fine a questa ingegnosa rete criminale composta anche da promoter e call center, che avevano il compito di selezionare le vittime e contattarle in tutta Italia. 3 le misure restrittive in carcere e 6 quelle cautelari dell’obbligo di presentazione alla p.g., emesse dal Gip del Tribunale di Torino su richiesta del gruppo criminalità organizzata, comune e sicurezza urbana della locale Procura della Repubblica, a carico dei 9 indagati ritenuti responsabili – a vario titolo – di associazione per delinquere finalizzata alle truffe aggravate.

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