Pronto soccorso di Chivasso, benvenuti nel girone dell’Inferno LE FOTO

Una denuncia che arriva dal segretario del Nursind Giuseppe Summa.

Pronto soccorso di Chivasso, benvenuti nel girone dell’Inferno LE FOTO
Chivasso, 12 Gennaio 2020 ore 08:11

Pronto soccorso di Chivasso, benvenuti nel girone dell’Inferno. Una denuncia che arriva dal segretario del Nursind Giuseppe Summa.

Pronto soccorso di Chivasso, che caos

Il picco dell’influenza non è ancora arrivato – è atteso nelle prossime settimane – è il Pronto Soccorso di Chivasso è di nuovo al collasso. Nelle scorse settimane Nursind il Sindacato delle Professioni infermieristiche lo aveva scritto e detto in tutte le lingue: il piano per l’iper afflusso messo in atto dall’Asl To non è sufficiente. E in effetti stando a quello che sta accadendo in queste ore la loro è stata una previsione azzeccata.
«Il problema – dichiara Giuseppe Summa, segretario del Nursind – non è tanto il numero di passaggi, ma dei pazienti che restano per giorni e giorni in attesa di ricovero.
A Chivasso dal 1 gennaio ad oggi sono quasi 700 i passaggi e il giorno dopo Capodanno in Pronto Soccorso si è arrivati ad avere 100 pazienti in totale. Sono stati inviati invano diverse volte fax al 118 per esaurimento barelle e punti di ossigeno. Lavorare in queste condizioni è veramente difficile se non impossibile».

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In crisi

«Ho fatto personalmente visita al Pronto Soccorso di Chivasso – racconta Summa – e ciò che ho visto con i miei occhi mi ha lasciato senza parole.
Non che negli anni passati non avessimo assistito a scene simili, ma non si smette mai di provare disappunto in queste situazioni. Ed è proprio questo che ci preoccupa. Fatti di questo tipo non sono normali, ma ormai sembrano non sdegnare più nessuno. Ho visto barelle una accanto all’altra e incastrate ovunque, senza possibilità di garantire la privacy; personale stremato che ce la mette tutta per garantire ugualmente un’assistenza dignitosa e rispondere ai bisogni dell’utenza. Lavorare in quelle condizioni aumenta vertiginosamente il rischio di errore e le ore di attesa aumentano le aggressioni fisiche e verbali al personale. Chi lavora oggi nei pronto soccorso è un eroe». Summa parla di posti letto insufficienti. «Inoltre il personale assunto per potenziare il pronto soccorso si è ritrovato a coprire turni di dipendenti assenti mai sostituiti, andando di fatto a ristabilire la normale dotazione organica già insufficiente, anziché potenziarla. Per non parlare del personale medico di Chivasso, che dopo le ore 20 diminuisce di 1 unità e che non si vede garantito la refertazione di alcuni esami dopo le 22».

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Occorre più personale

Conclude: «Considerato che il picco influenzale è in arrivo, nell’immediato chiediamo ulteriori assunzioni di infermieri e OSS e aumento dei posti letto senza ridurre troppo l’attività chirurgica. A lungo termine maggiore coinvolgimento nella stesura del piano per l’iper afflusso e percorsi alternativi a gestione infermieristica come avviene in altre Regioni. Infine serve un tavolo di confronto urgente con l’obiettivo di trovare soluzioni condivise».

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