Quiz sulla raccolta rifiuti, la popolazione ancora non sa come si differenzia IL VIDEO

E lo hanno dimostra rispondendo alle nostre domande.

Settimo, 02 Febbraio 2020 ore 14:51

Raccolta rifiuti, la popolazione ancora non sa come si differenzia. E lo hanno dimostra rispondendo alle nostre domande.

Raccolta rifiuti, la differenzia crea dubbi

«Dove si butta?». «Plastica? No, forse questo va nell’indifferenziato…». Quante volte ci è capitato di interrogarci sul corretto smaltimento dei rifiuti? Quante volte ci siamo chiesti quale fosse il colore, e quindi il contenitore giusto in cui gettare magari una tazza o un cartone della pizza sporco? Quello della raccolta differenziata è un tema delicato, che crea dubbi, spesso leciti, e perplessità in molte persone. La Nuova Periferia ha così deciso di proporre un quiz per mettere alla prova i cittadini di Settimo, San Mauro e Gassino e per capire quale sia effettivamente il livello di preparazione di chi ha in mano, quotidianamente, il futuro dell’ambiente. Bisogna però premettere e sottolineare che ogni comune procede annualmente con delle indicazioni ben precise, che si possono recuperare consultando il sito della Seta o l’opuscolo informativo fornito a domicilio ad ogni famiglia. Dunque, i mezzi e gli strumenti per operare in modo corretto ci sono. Ma quanti effettivamente hanno la voglia e il tempo di informarsi? E quanti sono interessati a smaltire i rifiuti nel modo appropriato?

L’esito del quiz

A giudicare dai risultati delle interviste, possiamo affermare che, in generale, molti possiedono le conoscenze basilari e che invece manifestano più perplessità quando si tratta di dover collocare negli appositi contenitori rifiuti apparentemente più complessi. Il cartone della pizza va nella carta, non ci sono dubbi. Ma se è sporco? Grande dilemma. Parecchie difficoltà le ha sollevate anche il sughero, che si è dimostrato il nemico principale per i cittadini di tutti i comuni. Non tutti infatti l’hanno saputo collocare nei contenitori riservati o al massimo nell’organico. Agli intervistati, a campione, sono stati mostrati anche altri oggetti come le pile, il toner, una tazza in ceramica, un deodorante, la carta da forno o un blister di medicinali. Molte le facce perplesse, molti i dubbi, ma nel corso del quiz, qualcuno ha anche avanzato delle idee o delle riflessioni. Da Gassino, ad esempio, arriva la proposta di estendere anche ai comuni più piccoli la possibilità di scaricare l’app Junker, che è in funzione a Torino, e che attraverso la scansione di un codice comunica dove gettare il rifiuto. Si sa, ormai la tecnologia è fondamentale, e magari potrebbe risultare più efficace di un semplice opuscolo informativo. Altri invece hanno sottolineato le difficoltà di smaltire correttamente tutti i rifiuti e di ricordare ogni dettaglio. Bisognerebbe forse sollecitare l’interesse dei cittadini con delle adeguate tasse o comunque con delle ricompense. Insomma, il ragionamento di molti si potrebbe riassumere in un «do ut des». Il classico «dare per avere» che sembra ormai alla base della nostra società. Ma è giusto ridurre a questa logica anche il discorso della raccolta differenziata? Ai posteri l’ardua sentenza.

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