A VEROLENGO

Raffica di furti, il racconto delle vittime

I malviventi sono tornati a colpire.

Raffica di furti, il racconto delle vittime
Chivasso, 14 Novembre 2020 ore 06:10

Verolengo ripiomba nell’incubo dei ladri. Il racconto delle due vittime dei nuovi colpi messi a segno dal malviventi nelle scorse notti.

Raffica di furti

Verolengo ripiomba nell’incubo dei ladri. Il racconto delle due vittime dei nuovi colpi messi a segno dal malviventi nelle scorse notti.
E così, le persone già spaventate dalla seconda ondata della pandemia Covid19, hanno dovuto far i conti anche con questo nuovo incubo perché a Verolengo nessuno ha scordato quei mesi in cui i furti erano all’ordine del giorno, quando a qualsiasi ora i malviventi entravano nelle abitazioni e le svuotavano.

Le testimonianze

E tra le famiglie colpite c’è quella di Giuliana Perotti come lei stessa spiega: «Da mia mamma, in via Rimembranza, devono essere entrati mentre lei era a letto che dormiva. Le hanno spostato il comodino, le sedie e il girello che le serve per camminare.
Per entrare in casa sono passati dal balcone, non sono passati dalle scale. Nessuna finestra è stata rotta, credo che per errore una sia rimasta un po’ aperta e siano passati di lì.
Fortunatamente mia mamma sta bene, non le hanno fatto nulla.
Io che abito con la mia famiglia al piano inferiore non ho sentito niente». Certamente molto è stato lo spavento della donna quando svegliandosi al mattino ha visto che le sue cose non erano più al loro posto. «In casa però non manca nulla – spiega la figlia – Sicuramente cercavano oro e soldi ma non li hanno trovati».
Ladri che non si sono fatti scrupoli, poco distante dalla palazzina, infatti, c’è la caserma dei carabinieri di Verolengo.
Altri furti sono avvenuti, sempre la stessa notte, anche in via Aldo Moro, a meno di un chilometro da via Rimembranza.
A raccontare ciò che le è successo è Valentina Buscella: «Venerdì sera sono tornata a casa da lavoro intorno alle 22.30. Quando sono entrata nel mio appartamento, più precisamente in cucina ho visto che c’era un cassettino riversato sul divano ma subito non ho realizzato quello che era successo. Poi, accendendo le luci ho visto tutto a soqquadro. Soprattutto in camera da letto e nello studio: tutti i cassetti aperti, roba per terra. Ho capito che mi avevano rubato l’oro, dei gioielli d’argento, due profumi già aperti, un orologio Casio e due Hip Hop: tutte cose piccole e vendibili. Ovviamente mi hanno fatto dei danni perché la casa era chiusa: mi hanno rotto un’imposta e il vetro. Si sono arrampicati da una grondaia dalla parte posteriore dell’alloggio.
Ho chiamato il mio padrone di casa e i carabinieri che sono arrivati celermente perché erano già in un’altra casa dove il metodo di scasso è stato lo stesso. Io nel momento in cui sono entrata non era “fredda” nonostante la porta dalla quale sono entrati fosse spalancata. Mi viene da pensare che siano andati via poco prima del mio arrivo o quando mi hanno sentito entrare. Fuori non ho trovato nulla di ciò che mi è stato rubato. Sabato pomeriggio ho fatto denuncia ai carabinieri. I ladri venerdì hanno colpito il paese, non solo.
Tanto lo spavento, la brutta sensazione di disagio perché qualcuno è entrato nel tuo privato. Una brutta esperienza».

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