e' di cavagnolo

Ragazzino massacrato di botte dopo la spaccata

Braccio rotto e lesioni in tutto il corpo per il giovane.

Ragazzino massacrato di botte dopo la spaccata
Chivasso, 31 Ottobre 2020 ore 05:43

Massacrato di botte dopo la spaccata: quando la Giustizia diventa Far West. Braccio rotto e lesioni in tutto il corpo per un 14enne di Cavagnolo, abbandonato dai complici.

Ragazzino massacrato di botte dopo la spaccata

Questa è una storia difficile da raccontare, perché se da una parte c’è un reato, dall’altra c’è la necessità che uno «Stato di diritto» non si trasformi in un Far West dove chiunque si fa giustizia da solo.
Il punto di partenza è un furto (finito per gli inquirenti in rapina) commesso, un paio di settimane fa, ai danni di un’azienda del Torinese. Il bottino, carte carburante, bancomat aziendali e alcuni attrezzi da lavoro.
Per quel colpo è stato arrestato un 14enne di Cavagnolo (ora ai domiciliari) l’unico della banda (composta da almeno altre quattro persone) ad essere stato fermato.

Braccio rotto e lesioni in tutto il corpo

Ed è proprio qui che alla mera cronaca si innesta una storia difficile da giustificare: il minorenne, infatti, sarebbe stato massacrato di botte dagli operai della ditta, e solo il caso (o meglio, una donna che stava passeggiando con il cane che allarmata dalle urla del giovane ha avvisato il 112) ha evitato che la situazione peggiorasse ancora.
Il cavagnolese, oltre a lividi sul volto e sulle gambe, ha riportato anche una brutta frattura alla mano sinistra, con una prognosi di almeno trenta giorni.
Il giovane è stato denunciato anche per «lesioni personali», per aver causato abrasioni e graffi al polso di uno degli operai.

L’udienza

A questo punto sarà la magistratura a dover decidere, ma è comunque palese (qualunque sia la ricostruzione) che il 14enne non si sia picchiato da solo.
All’udienza di convalida, il minore si è avvalso della facoltà di non rispondere ma ha rilasciato «spontanee dichiarazioni» ammettendo il furto ma negando ogni forma di violenza. Quella stessa violenza che ha invece affermato essere stata usata contro di lui da cinque persone che lo avrebbero fermato in prossimità del capannone, trascinato all’interno e preso a bastonate.
Una ricostruzione che non ha però convinto i magistrati del Tribunale dei Minori di Torino, che hanno convalidato l’arresto disponendo i domiciliari con la possibilità di uscire di casa solo per andare a scuola.
Per gli inquirenti, invece, una volta scoperti i ladri avrebbero aggredito il titolare della ditta prima di scappare abbandonando il cavagnolese al proprio destino.

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