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NEL VERCELLESE

Reddito di cittadinanza, carabinieri e Inps a caccia dei furbetti

La verifica, lungi dal considerarsi conclusa, sarà progressivamente estesa a tutte le richieste presentate.

Reddito di cittadinanza, carabinieri e Inps a caccia dei furbetti
Cronaca Vercellese, 22 Maggio 2021 ore 11:40

Reddito di cittadinanza, i carabinieri del Comando Provinciale di Vercelli e Inps a caccia dei furbetti.

Reddito di cittadinanza

La crisi economica già imperante e la difficoltà, in particolare nell’ultimo periodo di pandemia, di reperire posti di lavoro, aveva indotto lo Stato ad adottare una significativa misura di supporto prevedendo per i soggetti bisognosi il c.d. “reddito di cittadinanza”, un provvedimento che, regolato dal D.L. n.4/2019 costituisce la principale misura di contrasto alla povertà. Si tratta, come tutti sanno, di un sussidio erogato dallo Stato nei confronti dei nuclei familiari in possesso di particolari requisiti personali e finanziari, finalizzato al supporto economico immediato, in vista di un reinserimento nel mondo del lavoro dei soggetti che ne beneficiano. In buona sostanza, il provvedimento è rivolto a persone che, a prescindere dalla posizione lavorativa (talvolta assente, talvolta di modesta entità) ed evidentemente prive di forme integrative di guadagno o proprietà immobiliari rilevanti, non abbiano un reddito tale da portesi mantenere. La platea dei destinatari è costituita da tutti i cittadini italiani e dagli stranieri con cittadinanza italiana, oppure residenti in Italia da almeno 10 anni, al momento della presentazione della richiesta, dei quali gli ultimi 2 anni in maniera continuativa.

Carabinieri e Inps a caccia dei furbetti

Come purtroppo capitato in passato anche per altri provvedimenti studiati con fini di garantire equità sociale, la bontà delle intenzioni del legislatore deve poi fare i conti con persone che, pur essendo di fatto prive dei requisiti necessari per accedere al sostegno, alterano dichiarazioni e documentazioni al fine di conseguire un beneficio immeritato, ai danni di altri reali bisognosi.

Proprio per garantire equità sociale e rispetto delle fasce realmente deboli, il Comando Provinciale di Vercelli, in sinergia con l’INPS (organo erogatore del reddito e detentore delle richieste presentate), dall’inizio del 2021 ha avviato una serie di controlli, al fine di accertare un’eventuale indebita percezione del reddito di cittadinanza; un’attività di verifica condotta sull’intera provincia, che interessa, nel complesso oltre 3000 posizioni, relative ai richiedenti il beneficio (va tuttavia considerato che l’importo dell’emolumento ed il numero complessivo dei destinatari è tarato su una platea più ampia, in ragione del numero di persone di cui si compone ciascun nucleo familiare). L’estrema complessità del contesto e delle verifiche ha coinvolto tutte le componenti dell’Arma dei Carabinieri, dal Reparto Operativo di Vercelli (che coordina le operazioni), al Nucleo Ispettorato del Lavoro del capoluogo (competente sugli accertamenti presso gli istituti previdenziali). Un ruolo importante hanno anche rivestito le Stazioni Carabinieri che, presenti sul territorio dell’intera provincia hanno accertato sul campo la veridicità di alcune dichiarazioni rese ai fini dei requisiti soggettivi.

Una prima trance di accertamenti ha interessato più di 1000 posizioni, con particolare riferimento al requisito della residenza, evidenziando come oltre 100 soggetti (che rappresentano circa il 10% delle posizioni verificate) abbiano percepito indebitamente l’emolumento. Delle varie violazioni commesse, emblematica è quella di un cittadino straniero che è risultato essere giunto in Italia, dal paese d’origine, il giorno antecedente la presentazione della richiesta del beneficio, per ripartire appena ultimata l’istanza.

Per tutti questi soggetti è scattato il deferimento alla Procura della Repubblica di Vercelli per la violazione dell’art. 3 del D.L. 4/2019, che prevede una pena detentiva che varia da 2 a 6 anni di reclusione, per “aver reso o utilizzato documenti o dichiarazioni false o attestanti cose non vere al fine di procurarsi un illecito profitto ai danni dello Stato Italiano”.
A dispetto della definizione, certamente bonaria, che taluni hanno occasionalmente inteso dare di questo reato, i “furbetti del reddito di cittadinanza” individuati dai Carabinieri di Vercelli, ad oggi, hanno causato allo Stato (ed implicitamente ai soggetti realmente bisognosi che del beneficio hanno una concreta necessità) un danno complessivo di oltre 400.000 euro, somme che l’INPS, bloccata immediatamente l’erogazione dell’emolumento, avrà il compito di recuperare.

La verifica, lungi dal considerarsi conclusa, sarà progressivamente estesa a tutte le richieste presentate (un numero che comunque risulta in progressiva crescita) ed a tutti i requisiti imposti dalla normativa, per i quali, si rammenta l’obbligo giuridico di segnalazione da parte del richiedente, in caso di variazione.