post-covid

Riapertura delle scuole: c’è carenza di aule

Sarà favorito l’acquisto di nuovi arredi, come i banchi singoli di nuova generazione che consentono una didattica più collaborativa.

Riapertura delle scuole: c’è carenza di aule
Chivasso, 04 Luglio 2020 ore 05:48

Settembre nero per quanto riguarda l’avvio delle lezioni. Ad oggi infatti non si conosce come saranno organizzate le scuole per la riapertura.

Scuola, verso la riapertura

Stato e Regioni hanno trovato la quadra: a scuola si andrà il 14 settembre. In presenza. Per render possibile ciò è stato stanziato 1 miliardo in più rispetto al miliardo e 400 milione varate le le linee guida per il ritorno. Negli auspici del premier Giuseppe Conte sarà una nuova scuola, più moderna e digitalizzata.

Le linee guida

Il distanziamento fisico ovvero la distanza di un metro tra le bocche degli alunni rimane un punto di primaria importanza per scongiurare la diffusione del virus.
Saranno, poi, valutate due settimane prima dell’inizio dell’anno scolastico le condizioni del quadro epidemiologico, zona per zona, per stabilire l’utilizzo delle mascherine per insegnanti e alunni e la permanenza nei locali comuni.

Gli ingressi di studenti e professori potranno essere scaglionati

Le scuole saranno pulite costantemente e ci saranno prodotti igienizzanti, saponi e tutto quanto servirà per assicurare la sicurezza. Per questo scopo sono già stati erogati alle istituzioni scolastiche 331 milioni.

Più spazi

La scuola che inizierà settembre, per rispettare il distanziamento avrà bisogno di più spazi. Il Ministero ha messo a punto in queste settimane un ‘cruscotto’, un sistema informatico che incrocia i dati relativi a aule, laboratori, palestre disponibili con il dato delle studentesse e degli studenti e la distanza da tenere. Questo strumento consentirà di individuare, comune per comune, scuola per scuola, le priorità di intervento e gli alunni a cui sarà necessario trovare nuovi spazi in collaborazione con gli Enti locali. Uno strumento rapido per poter agire chirurgicamente sulle situazioni più complesse. Secondo i dati dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica ci sono poi circa 3mila edifici scolastici dismessi che possono essere recuperati. Si useranno anche spazi esterni: musei, archivi storici, nei teatri, nei parchi. Le linee guida sollecitano una didattica meno frontale e più laboratoriale, in piccoli gruppi e non necessariamente in classe, ma anche in spazi diversi per coniugare la necessità di distanziamento con l’innovazione. Sarà favorito l’acquisto di nuovi arredi, come i banchi singoli di nuova generazione che consentono una didattica più collaborativa. La didattica digitale potrà essere integrata con quella in presenza ma solo in via complementare nella scuola secondaria di II grado.

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