Una segnalazione da parte di un attento cittadino e un’efficace attività d’indagine condotta sul campo hanno portato all’identificazione del presunto responsabile dell’abbandono illecito di rifiuti speciali al fondo di Strada Gassino. L’episodio, risale al mese di luglio e si è concluso con l’iscrizione sul registro degli indagati del presunto colpevole e il sequestro giudiziario dei materiali. L’operazione è stata guidata dalla Polizia Locale, coordinata dal Comandante Mario Parente. A far scattare gli accertamenti è stato un primo controllo sul posto in seguito ad una segnalazione di un cittadino.
Telecamere e indagini: la mossa della Polizia Locale
La successiva e meticolosa analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza della zona ha permesso di ricostruire i passaggi del veicolo utilizzato e di risalire con certezza all’autore dell’illecito.
Giro di vite penale: scatta il reato e la maxi multa
L’intervento si è mosso nel nuovo e più severo quadro normativo in materia ambientale, che ha trasformato l’abbandono di rifiuti da parte di privati da semplice illecito amministrativo a reato penale. Oggi infatti, non sono più previste sanzioni amministrative pecuniarie, salvo l’attivazione della procedura prescrittiva coordinata dalla Magistratura: il responsabile può infatti evitare le conseguenze penali più gravi solo provvedendo alla completa e immediata bonifica dell’area contaminata e al pagamento di una sanzione di 5.000 euro.
Bonifica ARPA e sequestro dei materiali
L’intera fase di ripristino e pulizia del sito è stata seguita da vicino dai tecnici dell’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale), che hanno asseverato la regolarità delle operazioni di rimozione e smaltimento dei materiali edili sequestrati, restituendo il fondo stradale al suo originale stato di decoro.