Sardine a Torino stasera, il canavesano prof de L’Eredità scrive una lettera di sostegno

Salvini però non sarà presente oggi in tribunale a Torino.

Sardine a Torino stasera, il canavesano prof de L’Eredità scrive una lettera di sostegno
10 Dicembre 2019 ore 09:56

Sardine a Torino stasera, previsto il flash mob del movimento che sta ottenendo sempre più adesioni sia in Italia che nel nostro territorio.

Sardine a Torino stasera

L’appuntamento è fissato per oggi, martedì 10 dicembre, in piazza Castello. Le Sardine torinesi, avevano scelto questo giorno perchè Matteo Salvini avrebbe dovuto presentarsi in Tribunale per rispondere all’accusa di vilipendio sul suo intervento durante un comizio a Collegno nel 2016. Matteo Salvini però sembra non sarà presente in tribunale perchè impegnato in Senato dove è convocato per la manovra finanziaria.

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Previste Sardine da record

Saranno sicuramente tantissime le Sardine stasera in piazza Castello, per una manifestazione che sin dalle prime uscite del gruppo ha voluto essere apartitica e apolitica, priva di simboli e di colori. Nelle ultime ore però è montata la polemica sulla presenza in piazza di Sardine arancioni, le madamine simbolo della marcia Sì Tav del 2018. Un simbolismo che non piace agli organizzatori che continuano a respingere simboli e colori. Sulla pagina Facebook uno degli amministratori scrive:

Leggiamo articoli sulle Madamin e sul loro vestirsi d’arancio . ?
Quel che ci viene da dire è :
LE SARDINE NON HANNO COLORE,
neanche arancione.
Abbiamo appreso da La Stampa che domani si uniranno alla nostra manifestazione delle Sardine tinte di arancione. Ben lieti di accoglierle tra i mille colori che caratterizzeranno la nostra piazza, una piazza attuale, potente, che si ripete da settimane in tante città d’Italia.

I nostri valori sono la libertà, l’uguaglianza e la solidarietà. Scendiamo in tutta la Penisola per chiedere una politica seria, che si occupi delle persone e che non si cibi esclusivamente di odio e propaganda. Ecco… questi sono i temi delle Sardine e sono temi universali, che ci uniscono contro le politiche della destra radicale e sovranista.

Ripetiamo questi concetti solo per ricordare in modo chiaro quali sono i motivi che ci hanno spinti a manifestare in tutta Italia, senza bandiere, senza partiti, senza nulla che non fosse la Costituzione italiana e la nostra voce.

Una macchia di arancione nel nostro mare di colore non ci distrarrà dal cantare tutti insieme. Forse sarebbe stato meglio partecipare come cittadini, senza proclami, senza distinguo, senza aggrapparsi a una boa a forma di sardina arancione per farsi notare; ma tant’è! In piazza Castello, in fondo, si canterà a favore delle minoranze, tutte le minoranze, indipendentemente dal loro colore. Neanche l’arancione.

“Bella ciao”

Nel programma delle Sardine un flash mob che prenderà il via sulle note di Bella Ciao, per sottolineare il messaggio di “non violenza” e “non odio” del movimento. Inoltre le Sardine torinesi hanno lanciato anche l’invito a portare un libro: la cultura al posto dell’odio e del razzismo.

Il prof de L’Eredità scrive alle sardine

Anche Niccolò Pagani, il professore di italiano, storia e geografia presso l’istituto Salesiani Don Bosco di San Benigno, campione de L’Eredità che ha commosso il pubblico con una bellissima lettera rivolta ai telespettatori nel momento in cui ha deciso di abbandonare il programma, ha manifestato il suo appoggio alle Sardine con un post sul gruppo Facebook torinese:

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Care Sardine,
vi scrivo perché, dopo aver seguito con attenzione e interesse la nascita di questa iniziativa spontanea e i primi raduni emiliani, ho letto che martedì ci sarà un grande incontro, proprio a Torino.

Sono un professore e di recente ho partecipato per molte puntate al programma di Rai1 “L’Eredità”, lasciandolo, mentre stavo vincendo, per tornare a fare il mio lavoro, insegnare.

Prima che a Bologna una comunità di cittadini onesti decidesse di radunarsi in piazza per protestare contro un linguaggio violento e una continua propaganda d’odio da parte di certa politica, il 30 ottobre ho registrato una lettera. Che poi l’11 novembre è stata diffusa su Facebook e ha raggiunto milioni di persone grazie alla rete, ai giornali e ai telegiornali.

In quella lettera – nata in modo spontaneo dalle idee e dai valori in cui credo e che propongo quotidianamente tra i banchi di scuola – affermavo che il mio compito di insegnante e di cittadino è quello di lavorare per l’educazione, per il rispetto, per la cultura. Viviamo in un paese ricco di talenti, fondato sul lavoro e sulla democrazia, un paese di donne e uomini operosi che ogni giorno incarnano con le loro azioni i sentimenti in cui crediamo e che ho cercato di rendere attuali e urgenti proprio usando il “megafono” della televisione.

Purtroppo è da diverso tempo che la politica ha rimosso questi valori fondamentali dal centro della sua azione quotidiana. Per questa ragione sono orgoglioso della vostra iniziativa e del vostro coraggio.

Continuiamo a impegnarci per difendere e affermare i valori dell’educazione e dell’onestà, della solidarietà e del rispetto, come fondamenti irrinunciabili del vivere civico.
Riportiamo al centro del dialogo politico temi decisivi come la lotta contro la corruzione e contro l’evasione fiscale, la necessità di investire nella scuola – dall’edilizia alla formazione degli insegnanti – riportiamo al centro dei programmi il diritto alla salute e alle cure mediche, la costruzione trasparente di infrastrutture degne di un grande Paese come il nostro, l’impegno per la conservazione e la difesa del territorio e dell’ambiente, i diritti civili e quelli sociali.

E a chi dice che tutto ciò è solo “buonista”, rispondiamo dicendo che è semplicemente onesto e civile. Avere buoni sentimenti e valori, che ispirino un’idea di società educata, rispettosa e solidale, non deve mai essere una colpa dalla quale difendersi, ma un grande merito.
E chi, ridendo sguaiatamente, predica odio e sminuisce tutto ciò a “buonismo”, non fa altro che affermare i sentimenti contrari, legittimando così i violenti, i disonesti, gli incivili.
Cambiamo linguaggio e pretendiamo che si cambi linguaggio. Per cambiare gli argomenti e le scelte. E con questi costruire una visione di futuro diverso.

Ci vediamo martedì in piazza, per far sentire anche la nostra voce di torinesi – pacata ma salda – e parlare tutti insieme di questi valori.
Un abbraccio a tutte le Sardine!

Niccolò Pagani

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