Settimo, il braccio di ferro tra Comune e un’associazione a difesa dei felini

Lo sfogo di Victor e Pietro Marotta dell'associazione LiberiGatti di Settimo

Settimo, il braccio di ferro tra Comune e un’associazione a difesa dei felini
17 Luglio 2016 ore 20:15

Lo sfogo di Victor e Pietro Marotta dell’associazione LiberiGatti di Settimo

«Mancano misure per i numerosi gatti randagi del territorio. L’Amministrazione è assente, incapace di gestire la situazione e miope di fronte a quello che è un problema per la stessa città, sia da un punto di vista di ordine urbano, sia per una questione sanitaria». Comincia così il suo sfogo Victor Marotta, presidente dell’associazione animalista LiberiGatti di Settimo. «Viviamo questa situazione di trascuratezza dal 2015. Da tempo ci occupiamo di curare i gatti liberi e le colonie feline del territorio, ma alcuni episodi hanno fatto sì che sorgessero i primi dubbi sull’effettiva consapevolezza del Comune su quello che riguarda la questione». Marotta, assieme a suo padre Pietro, vice presidente dell’associazione, denunciano casi di mancanza di strumenti utili per svolgere la propria attività di volontariato verso gli animali. «Ci sono state alcune situazioni che ci hanno spinti a rivolgerci alle istituzioni per avere delle risposte. Ad esempio, tempo fa, abbiamo soccorso un gatto investito, e chiamato la Polizia Municipale affinché intervenisse per portarlo dal veterinario. Purtroppo però la bestiola mi è morta in braccio prima che la pattuglia intervenisse. E’ stata la dimostrazione che il Comune non è stato in grado finora di attivare un servizio di pronto intervento». «Siamo poi venuti a sapere – prosegue il presidente – di alcuni fondi della Regione destinati proprio alla questione sanitaria delle colonie feline. Soldi che invece né l’Asl né il Comune sostengono di aver ricevuto». Tra le questioni care all’associazione animalista spunta anche l’ipotesi di costruire uno stallo per i gatti liberi che necessitano di cure adeguate. «Abbiamo rivolto la richiesta alle istituzioni dimostrandoci disponibili a realizzare l’area a nostre spese. Ci hanno ricevuti e perfino individuato l’area in via De Francisco, ma all’ultima riunione ci hanno detto che era necessario istituire un bando a cui potranno partecipare associazioni di qualsiasi tipologia, con il rischio intervengano volontari non competenti». .

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