L'operazione

Sfruttamento di minori e nessun contratto: blitz della Finanza in due pizzerie

Alla «Medina» serrande abbassate per due settimane, la «Vecchio Cavour» rischia lo stesso provvedimento. Multe per 400 mila euro

Sfruttamento di minori e nessun contratto: blitz della Finanza in due pizzerie

Da più di un anno, gli uomini della Guardia di Finanza di Chivasso, al comando del Capitano Marco Fisicaro, stanno portando a termine una serie di controlli finalizzati al contrasto del lavoro nero e altre «irregolarità» negli esercizi commerciali del territorio.

Sfruttamento di minori e nessun contratto: blitz della Finanza in due pizzerie

Il settore più a rischio è da sempre quello della ristorazione, e il risultato del blitz delle ultime settimane non fa che dimostrarlo.
Le Fiamme Gialle, infatti, hanno bussato alla porta di due notissime pizzerie di Chivasso, «La Medina» di via Po e la «Vecchio Cavour» di via Torino, a pochi passi da Palazzo Santa Chiara, elevando sanzioni che complessivamente superano i quattrocento mila euro.

Medina, sei lavoratori in nero

La prima a ricevere la visita dei Finanzieri è stata «La Medina», nelle cui sale sono stati trovati ben sei lavoratori in nero, di cui due minorenni. Una vera e propria aggravante, tanto da far scattare per il legale rappresentante una denuncia alla Procura della Repubblica per «sfruttamento di lavoro minorile». Per il lavoro nero è invece stata elevata una maxi sanzione di quasi 12 mila euro (che diminuirà di molto in caso di regolarizzazione del personale) a cui devono però essere sommati più di 140 mila euro per il pagamento degli stipendi in contanti o comunque in modo non tracciato.
Le carte sono state poi trasmesse all’Ispettorato Territoriale del lavoro, con la successiva misura della chiusura del locale (che dovrebbe riaprire a breve, come da cartello affisso in vetrina) per una quindicina di giorni.

Vecchio Cavour, maxi sanzione

Situazione quasi identica alla pizzeria «Vecchio Cavour», con due lavoratori in nero di cui uno minorenne (anche in questo caso, denuncia per sfruttamento di minori). La maxi sanzione si è fermata a poco meno di 4 mila euro, mentre la cifra di quella per gli stipendi pagati in modo non tracciabile è schizzata a più di 240 mila euro. Anche in questo caso, dagli uffici di via Siccardi è scattata la segnalazione all’Ispettorato del Lavoro per la sospensione dell’attività, in quanto (come per «La Medina») i lavoratori in nero erano in numero superiore al 10% del personale trovato durante l’intervento.