CHIVASSO

Sono baby boss: blitz all’alba in via Togliatti

Uno è stato trasferito in una struttura nel Lazio, l’altro in Liguria: per mesi hanno commesso estorsioni e rapine

Sono baby boss: blitz all’alba in via Togliatti
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E’ da poco passata l’alba di martedì 5 dicembre 2023 quando sei pattuglie dei Carabinieri di Chivasso, al comando del Capitano Enrico Di Lascio, circondano i palazzoni di via Togliatti, nel cuore del Borgo Sud Est.
Luci blu, divise, chi si affaccia alla finestra pensa subito a qualcosa di grave.

Sono baby boss: blitz all’alba in via Togliatti

Tra le mani i militari della Stazione (che hanno condotto l’indagine) e del Nucleo Radiomobile stringono un «Ordine di esecuzione di misura cautelare personale» emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minori di Torino. Destinatari di questo provvedimento, che aprirà loro le porte di due comunità (una nel Frusinate, l’altra in Liguria), sono due fratelli, di 14 e 16 anni, indagati per una serie di reati che avrebbero commesso (con un terzo minorenne per ora non colpito da alcuna misura) nel corso degli ultimi mesi.

Le accuse sono gravi (rapina, estorsione, lesioni), ma i militari sarebbero al lavoro per aggiungere altri elementi a questo già lungo elenco.
Secondo le prime indiscrezioni (trattandosi di minori gli inquirenti mantengono il massimo riserbo su quanto avvenuto, anche se nel quartiere tutti si sono accorti del trambusto e le voci hanno iniziato a rincorrersi tra le scale) i due sarebbero stati portati in caserma, e poi allontanati dalle loro famiglie, per una estorsione commessa ai danni di un loro coetaneo e altri episodi simili avvenuti nel corso del 2023.

I Carabinieri hanno anche eseguito una serie di perquisizioni in alcuni locali e garage, trovando anche materiale che dovrà essere analizzato in vista di stringere il cerchio intorno alla baby gang di cui tanto si è parlato in città.

Come detto, la voce di quanto avvenuto si è subito sparsa, tanto che sui social si sono moltiplicati i post dedicati ai due fratelli. Accanto ai «Ci vediamo presto, mi mancherete tantissimo» e «Vi prometto che vi difenderò sempre da tutti», c’è anche chi ha scritto «Andate tranquilli che ci pensiamo noi grandi a voi piccoli» e chi ha pubblicato una foto di uno dei due fratelli durante un controllo dell’Arma nei pressi del Movicentro di Chivasso.

I fatti

Basta sfogliare le pagine di cronaca degli ultimi mesi (o addirittura anni), per avere la prova di quanto i due «bulli» fermati dai Carabinieri della Compagnia di Chivasso, coordinati dal Capitano Enrico Di Lascio, abbiano segnato in negativo (insieme o no, dipende dai casi) la vita sociale della città.

I loro nomi erano sulla bocca di tutti, e sembrava impossibile che nessuno potesse fermarli.

Come primo episodio possiamo citare la rapina di un paio di costose sneakers ai danni di una ragazzina, aggredita nel parcheggio superiore del centro commerciale Bennet. Il tutto immortalato dagli smartphone degli amici, in un video subito diventato virale al punto da scatenare le reazioni indignate delle massime cariche dello Stato.

E ancora, pochi mesi dopo, i taglieggiamenti ai coetanei e le botte a un genitore al luna park di piazza d’Armi, altri fatti che avevano scatenato un forte allarme sociale in città. Stessa scena alle giostre di Brandizzo.

Nell’area della stazione, poi, avevano iniziato a provocare un senza fissa dimora, visibilmente alticcio, fino a quando questo non si era denudato. Anche in questo caso il video era finito in pasto alla rete.

E sarebbero numerosi gli altri episodi su cui continuano ad indagare gli uomini dell’Arma, certi che dietro una «specifica microcriminalità» (anche davanti alle scuole medie) ci sia la firma dei due fratelli e di un terzo minore.

Commenti
Danilo Gozzola

Qiesto conferma che i carabinieri fanno in ottimo lavoro. Agiscono quando ci sono elementi per l'arresto. Sarebbe meglio vedere il loro (non facile) lavoro ed i risultati che ci sono sempre. Se ci fosse un clima di fiducia migliore il loro lavoro sarebbe anche facilitato. Grazie, ancora una volta, all'Arma dei Carabinieri.

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