sul posto i vigili

Studente circondato e picchiato dai bulli

Il ragazzino è stato trovato in lacrime dal consigliere Alfonso Perfetto.

Studente circondato e picchiato dai bulli
Chivasso, 18 Settembre 2020 ore 16:58

Studente circondato e picchiato dai bulli alla Blatta di Chivasso. Il ragazzino è stato trovato in lacrime dal consigliere Alfonso Perfetto. Sul posto è subito intervenuta la Polizia Municipale.

Studente circondato e picchiato dai bulli

«Buongiorno. Mi chiedo se è possibile che un ragazzo di 13 anni, quasi 14 debba aver paura di andare a scuola perché accerchiato da 10/15 coetanei. Ora questi bulletti in branco saranno denunciati sia alle autorità scolastiche e sia alla Polizia, ma la mia domanda è: dove sono i genitori?».
Sono le 14 di lunedì 14 settembre, primo giorno di scuola dopo sette mesi tra lockdown e vacanze estive, quando queste parole, scritte da un padre, scuotono Chivasso come una bomba.
Siamo alla Blatta, ex periferia nord di Chivasso, ormai una grossa fetta di città abitata da migliaia di famiglie che hanno come punto di riferimento, per i più piccoli, elementari e medie dell’Istituto Comprensivo «Dasso».
Un pugno nello stomaco che dimostra, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che il fenomeno del bullismo non è solo legato ai quartieri difficili delle metropoli, ma si annida anche accanto a noi, dove nessuno se lo aspetterebbe.

Trovato in lacrime dal consigliere Alfonso Perfetto

«Ero appena uscito dalla panetteria – spiega Alfonso Perfetto, consigliere comunale – quando ho notato un gruppo di studenti parlare fitto tra loro. Poco più avanti, già in via Blatta, nei pressi della chiesa evangelica, ho visto un altro ragazzino piangere dietro al nonno vigile.
Mi sono subito avvicinato chiedendo cosa fosse successo: avrà avuto 13, 14 anni, aveva paura. Mi ha detto di essere stato accerchiato e picchiato da alcuni coetanei (dieci o quindici), e per questo ho subito chiesto l’intervento di una pattuglia della Polizia Municipale.
La macchina è arrivata in via Blatta nel giro di pochissimo, e l’agente è stata molto delicata e professionale, calmando e mettendo a suo agio il ragazzino e facendosi raccontare nel dettaglio l’accaduto.
Ho avvisato anche l’assessore competente, il vice sindaco Tiziana Siragusa, e poi ho parlato al telefono con il padre del ragazzo (ovviamente molto alterato) rassicurandolo che l’amministrazione farà tutto quanto in suo potere per evitare che simili episodi (che a quanto pare erano iniziato lo scorso anno) si ripetano.
Il post sui social ha ovviamente scatenato i commenti dei chivassesi (quasi duecento al momento di andare in stampa), e tutti sono concordi nell’andare a fondo della questione.
C’è poi chi invita il padre a rivolgersi alla preside, che «Deve essere a conoscenza dei fatti che succedono fuori dalla scuola e prendere provvedimenti», pur sapendo che «sotto i 14 anni non sono imputabili penalmente però è comunque importante esporre la situazione alle autorità. Purtroppo spesso si tratta di disadattati che rispecchiano le famiglie di provenienza».
C’è poi chi ricorda un caso analogo, avvenuto (con gli stessi bulli) anni fa: «Io l’ho minacciato direttamente al pre-scuola. Guai se mette di nuovo le mani al collo di mia figlia per strozzarla. La madre del bullo non la prese bene, e fece una relazione scritta alla dirigente scolastica rivoltando la frittata e manipolando bene con la sua chiacchiera pure le altre mamme, che mi allontanarono».
E ancora: «Non abbiamo nemmeno iniziato scuola e già incombe in noi genitori una nuova preoccupazione… Ogni anno la stessa storia: mia figlia è stata presa di mira da un gruppo di ragazzine, mio nipote a scuola uguale. Insomma, ma possibile che nonostante i brutti episodi che si sentono ogni giorno non riusciamo a intervenire come si deve su questo argomento? Un conto se si scontrano tra di loro ma fare i bulli in gruppo con i più deboli è assurdo».

L’assessore Siragusa

«Siamo al corrente dell’episodio accaduto al ragazzo nei pressi della scuola Dasso – spiega con una nota l’assessore Siragusa – nell’immediato sono intervenuti gli agenti della Polizia municipale che hanno raccolto la testimonianza dello studente. Ovviamente ci dispiace per il ragazzo al quale va tutta la nostra solidarietà. Gli ho parlato al telefono poco dopo l’episodio ed era veramente scosso e spaventato.
Purtroppo già in passato si sono verificati in città e nelle vicinanze delle scuole episodi di bullismo, tanto che, in perfetta sintonia con i docenti delle scuole, con la nostra Polizia municipale e con i Carabinieri avevamo realizzato un programma di contrasto al bullismo nelle scuole. Dopo l’interruzione causata dal Covid, la nostra intenzione è di ricominciare con interventi specifici da realizzare con le realtà scolastiche. Solo lavorando insieme, famiglie, scuole, istituzioni e Forze dell’ordine, sarà possibile limitare questo fenomeno che tanto male sta facendo nella nostra società».

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