Un’improvvisa ondata di paura e ha travolto nella mattinata di alcuni giorni fa un noto Istituto di Istruzione Superiore del Chivassese, trasformando una banale e grigia giornata di metà settimana in uno scenario di puro panico che ha lasciato studenti, docenti e personale amministrativo in uno stato di profondo shock psicologico.
Terrore a scuola: estrae la pistola e spara al soffitto
Tutto è iniziato intorno alle dieci e trenta, proprio nel cuore di quell’intervallo che per centinaia di adolescenti dovrebbe rappresentare un momento di meritato svago tra una lezione e l’altra, e che invece si è tramutato in un incubo a occhi aperti quando un giovane studente residente a Chivasso, regolarmente frequentante le lezioni e fino a quel momento non noto per particolari intemperanze, ha estratto dallo zaino una fedele riproduzione di una pistola semiautomatica in metallo nero.
Senza proferire minacce dirette ai compagni presenti o ai professori di sorveglianza, ma agendo con un mix di incoscienza e spavalderia che ha lasciato attoniti i testimoni, il ragazzo ha puntato l’arma, una pistola a pallini, verso l’alto e ha iniziato a premere il grilletto ripetutamente in rapida successione.
Dopo i colpi, il caos
I colpi secchi, violenti e metallici, amplificati sensibilmente dall’eco naturale dei lunghi corridoi della scuola, hanno immediatamente generato il caos: il rumore dei pallini di plastica pesante che rimbalzavano fragorosamente contro il soffitto e sulle pareti è stato inevitabilmente scambiato dalla massa per quello di un’arma da fuoco reale, scatenando un fuggi-fuggi generale.
In quei lunghi istanti di terrore, decine di ragazzi si sono barricati all’interno delle classi, mentre il personale scolastico, accorso immediatamente dopo aver udito le prime detonazioni, ha dimostrato un sangue freddo encomiabile.
Quattro pattuglie dei Carabinieri
In pochissimi minuti le gazzelle dei Carabinieri del Comando Provinciale di Torino hanno raggiunto il perimetro della scuola a sirene spiegate: in pochi secondi hanno capito che l’arma era poco più di un giocattolo.
Nonostante l’immenso sollievo provato da tutti nel constatare che si trattasse «solo» di una pistola da softair priva del tappo rosso regolamentare, la gravità del gesto resta immutata e le ripercussioni legali per lo studente si prospettano pesantissime.