Una domenica di sport e condivisione si è trasformata in tragedia per il calcio dilettantistico vercellese. Daniele Pairotto, giovane di soli 24 anni residente a Tronzano, è deceduto nella mattinata di oggi, domenica 1° marzo, presso l’Ospedale “Maggiore” di Novara, dove era stato ricoverato in condizioni disperate a seguito di un arresto cardiaco.
Tragedia nel calcio amatoriale: addio a Daniele Pairotto, colto da malore in campo a 24 anni
Il dramma si è consumato sul campo di Crova, durante l’intervallo della sfida valida per il campionato CSI tra la formazione locale e il Livorno Ferraris. Secondo le prime ricostruzioni, il giovane si sarebbe accasciato improvvisamente tra il primo e il secondo tempo.
La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente, evidenziando l’importanza cruciale della catena della sopravvivenza.
I presenti hanno iniziato tempestivamente le manovre di massaggio cardiaco, guidati telefonicamente dagli operatori della centrale del 118.
Sul posto è giunta un’ambulanza medicalizzata che ha proseguito le manovre di rianimazione avanzata.
Data la gravità del quadro clinico, è stato richiesto l’intervento dell’elisoccorso, che ha trasportato Daniele in codice rosso al nosocomio di Novara.
Nonostante gli sforzi incessanti dell’equipe medica del “Maggiore”, il cuore del ventiquattrenne ha smesso di battere poche ore dopo l’arrivo in ospedale.
Il cordoglio delle comunità di Tronzano e Crova
La notizia della scomparsa di Daniele ha scosso profondamente non solo il mondo del CSI (Centro Sportivo Italiano), ma l’intera zona del vercellese. Conosciuto per la sua solarità e la sua passione per il calcio, Daniele lascia un vuoto incolmabile tra i compagni di squadra e gli amici di Tronzano.
“È un dramma che ci lascia senza parole. Il calcio dovrebbe essere solo gioia e vita; oggi è un giorno di lutto profondo per tutto il movimento sportivo locale.”
Prevenzione e sicurezza nello sport: un tema aperto
Eventi drammatici come questo riaccendono il dibattito sulla sicurezza nei campi sportivi di periferia e sull’importanza della presenza di defibrillatori (DAE) e di personale formato. Sebbene in questo caso i soccorsi siano stati immediati e coordinati con professionalità, la morte di un atleta così giovane resta un evento che interroga le istituzioni sportive sulla necessità di screening cardiologici sempre più approfonditi, anche a livello amatoriale.