LA TESTIMONIANZA DI UNA ESCORT

Troppe morti per Aids nell’ultimo periodo

Molto spesso gli esami non evidenziano subito la malattia che si manifesta anche dopo alcuni anni.

Troppe morti per Aids nell’ultimo periodo
Chivasso, 17 Agosto 2020 ore 12:16

Troppe morti per Aids nell’ultimo periodo. Molto spesso gli esami non evidenziano subito la malattia che si manifesta anche dopo alcuni anni.

Troppe morti per Aids nell’ultimo periodo

Entra in redazione con fare discreto Giusy, escort chivassese, e ci mostra una confezione di un farmaco antivirale. Lo tiene tra le mani e ci dice che è possibile acquistarlo al costo di 60 euro con una ricetta medica di un infettivologo.
Racconta: «Si tratta di un farmaco che viene utilizzato come inibitore dell’epatite B e Hiv di tipo 1 e 2. – afferma lei, una bella donna di professione escort che vive a pochi chilometri da Chivasso, ma che ha una clientela che tocca il Chivassese, la zona di Settimo e poi ancora i paesi della Collina e la Vercellese. Insomma lei di persone ne conosce e ne incontra ogni giorno davvero tante».
Ci dice che in questo ultimo periodo è aumentato il numero di coloro che malati di Hiv da alcuni anni adesso sono deceduti. Nel periodo del Covid-19 poi la situazione è precipitata: «Una situazione che sta preoccupando molto. Sotto alcuni punti di vista si sta tornando indietro per quando riguarda la sieropositività. Infatti è opinione molto diffusa, tra chi ha avuto rapporti sessuali a rischio, che se si è stati sottoposti a specifici esami per l’Aids e i risultati sono negativi, allora si può stare tranquilli perché non si è malati. Ma non è affatto corretto perchè il periodo in cui si manifesta la malattia ha dei tempi molto lunghi quindi dalle prima analisi possono passare anni. Ho visto in molti casi che la malattia si è manifestata in forma tumorale. In questi ultimi tempi le persone decedute, soprattutto di mezza età, sono state molte nella nostra zona. Ho visto troppe persone ammalarsi e convinte invece di essere sane e questo perchè il periodo “finestra”, cioè il lasso di tempo che passa da quando ci si è ammalati a quando poi questo è emerso, è pari a sei/otto mesi. Certo si può fare uso di retrovirali che però rallentano solo il decorso… E’ un atteggiamento da irresponsabili non tenere conto di un aspetto del genere, è fondamentale al fine di non diffondere il virus».

La telefonata di un cliente…

Lei ci fa poi sentire una telefonata effettuata da un cliente che chiede di poter avere un rapporto con lei senza alcuna protezione. «Non è la prima telefonata di questo genere e negli ultimi periodi stanno diventando sempre più numerosi, infatti crediamo che si tratti di una persona che voglia diffondere il virus, una sorta di untore. Non si spiega altrimenti una cosa del genere. Il rapporto non protetto viene pagato di più e c’è chi lo fa, soprattutto le ragazzine perchè vengono pagate di più, ma è una cosa che non ha senso. Hai sentito che ho insistito per avere un rapporto protetto, ma lui non voleva. Io piuttosto perdo il cliente ma su questa cosa sono ferma, ho visto troppe molte persone morire nel giro di poco tempo. I sieropositivi e le persone malate sono in aumento. Ho un’amica che è deceduta e si era sottoposta a degli esami, ma per sei volte non era emerso nulla. Non affidatevi a persone che dicono di star bene perchè non c’è certezza, troppe volte i casi negativi nel tempo sono diventati positivi».

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