Trovata la pistola del gassinese De Filippi accusato dell’omicidio di Gloria Rosboch

Trovata la pistola del gassinese Gabriele De Filippi, accusato dell'omicidio di Gloria Rosboch

Trovata la pistola del gassinese De Filippi accusato dell’omicidio di Gloria Rosboch
20 Luglio 2016 ore 13:55

Trovata la pistola del gassinese Gabriele De Filippi, accusato dell’omicidio di Gloria Rosboch

E’ stata trovata nel bosco di Barbania nella tarda mattinata di mercoledì 20 la pistola che il gassinese Gabriele De Filippi e Roberto Obert, accusati dell’omicidio di Gloria Rosboch la professoressa di Castellamonte trovata senza vita nel gennaio scorso, avevano occultato dopo l’assassinio. Il ritrovamento è avvenuto nel corso del sopralluogo effettuato nei boschi e nelle campagne del canavese alla presenza dello stesso Obert, il complice del giovane 21enne che abitava a Gassino insieme alla madre Caterina Abbattista (coinvolta anche lei dalle accuse per l’omicidio della professoressa). Obert è stato prelevato questa mattina dal carcere di Ivrea dove è detenuto e ha partecipato al sopralluogo insieme ai carabinieri del Nucleo Provinciale di Torino, ai militari dell’esercito e alla polizia penitenziaria che lo hanno accompagnato e seguito le indicazioni dell’uomo che aveva più volte detto di essere in grado il luogo in cui Gabriele si era disfatto dell’arma. La pistola trovata questa mattina sarebbe la stessa che Gabriele De Filippi, secondo i racconti che la vittima aveva fatto alla sua anziana madre, teneva nel cruscotto dell’auto.
Se l’arma rinvenuta fosse veramente quella posseduta da De Filippi si chiuderebbe così uno dei tanti misteri di questo delitto della provincia di Torino. L’omicidio Rosboch è scaturito dopo una truffa da 187mila Euro che il giovane De Filippi si era fatto consegnare dalla professoressa che aveva messo nelle mani del suo ex allievo tutti i risparmi di una vita di lavoro e sacrifici.
Intanto Caterina Abbattista, la madre di De Filippi, nei giorni scorsi ha appreso la decisione del Tribunale del riesame di Torino al quale i suoi legali avevano presentato l’istanza di scarcerazione. La donna residente a Gassino resta in carcere: la documentazione presentata dai suoi avvocati a sostegno della sua impossibilità di spostarsi dal suo posto di lavoro il giorno del delitto è stata ritenuta insussistente, così come suo figlio Gabriele e il suo complice Roberto Obert.

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