Le telecamere ci sono, ma la vista non arriva al campetto. È questa, in sintesi, la risposta ufficiale fornita dal sindaco di Saluggia, Libero Farinelli, all’interrogazione presentata dal gruppo consiliare di minoranza “Progetto Nuova Saluggia” in merito ai gravi atti vandalici che hanno colpito l’area sportiva polivalente del paese. Nella nota di riscontro, il primo cittadino ha chiarito che «i filmati registrati dal sistema di videosorveglianza comunale sono stati visionati». Tuttavia, ha precisato Farinelli, «la telecamera presente nell’area non inquadra direttamente il campetto e le immagini disponibili non hanno consentito di individuare i responsabili del danneggiamento».
Zero denunce e niente sanzioni educative
Di fronte all’impossibilità di dare un volto agli autori del gesto, l’Amministrazione comunale ha spiegato che «non essendo stato possibile identificare gli autori dei fatti, non si è proceduto alla presentazione di denuncia nei confronti di soggetti determinati». Per le medesime ragioni, il sindaco ha evidenziato che «allo stato non risulta possibile intraprendere le iniziative riparative ed educative prospettate nell’interrogazione, presupponendo le stesse l’individuazione dei responsabili». Quanto al futuro della struttura, il primo cittadino ha concluso sottolineando che «le tempistiche e le modalità di ripristino del campetto, nonché gli eventuali interventi volti a potenziare il monitoraggio dell’area, sono in corso di valutazione da parte dell’Amministrazione».
L’attacco dell’opposizione sui danni al patrimonio
Un esito che lascia l’intera vicenda a una fase di stallo e che trae origine dall’atto protocollato a inizio settembre dai consiglieri d’opposizione. Nel documento, “Progetto Nuova Saluggia” avevano denunciato con forza come lo spazio polivalente di calcetto e basket, considerato un «prezioso spazio di aggregazione e sport per i nostri giovani», fosse stato «recentemente preso di mira e gravemente danneggiato da atti vandalici». Un episodio deprecabile che, come evidenziato dalla minoranza, «non solo deturpa il patrimonio pubblico e grava economicamente sulla collettività, ma genera profondo sconcerto e un forte senso di insicurezza tra i cittadini di Saluggia».
Sicurezza inefficace e l’ipotesi del riscatto civico
Nell’interrogazione, i consiglieri avevano sollevato dubbi sull’efficacia del sistema di controllo, ricordando che la finalità principale delle telecamere deve essere «la prevenzione dei reati e l’identificazione certa di chi danneggia i beni della comunità», aggiungendo come permanga tra i residenti «il forte dubbio che tali strumenti non vengano sfruttati appieno, alimentando una percezione di impunità per chi compie simili gesti incivili». Per questo motivo, la minoranza guidata da Relino aveva auspicato una reazione ferma e costruttiva, proponendo l’avvio di un «percorso educativo e riparatorio, in cui le famiglie si accollano le spese dei danni e i giovani vengono coinvolti in attività di servizio a favore della comunità, trasformando un illecito in un’occasione di riscatto e crescita civica». Un’ipotesi che però, alla luce delle risposte del primo cittadino, si scontra con l’inquadratura mancata dell’impianto e l’impossibilità di risalire ai colpevoli.