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Vendita dell’oratorio e del teatro, don Mario spiega i «suoi perchè»

Il sindaco ha richiesto alla parrocchia, a fine maggio, “di ritirare momentaneamente l’opzione di vendita dell’immobile.

Vendita dell’oratorio e del teatro,  don Mario spiega i «suoi perchè»
Cronaca Chivasso, 11 Giugno 2022 ore 05:40

Il tema della vendita dell’oratorio e del teatro di Brandizzo è cosa nota e questa volta ad uscire allo scoperto è lo stesso parroco, don Mario Perlo con un lungo messaggio sui social (era stato da noi contattato, ma non aveva ritenuto opportuno rilasciare alcuna comunicazione).

Vendita dell’oratorio e del teatro, don Mario spiega i «suoi perchè»

«La questione oratorio Gesù Maestro è improvvisamente salita agli onori della cronaca e nei commenti dei brandizzesi. Come parroco e per amore di verità, provo a ricordare alcune circostanze che forse possono essere sfuggite.
Negli anni 2014 e 2015, gli animatori dell’oratorio prima e le catechiste poi, hanno scelto di proseguire le attività dell’oratorio a San Giovanni ritenendolo più adeguato e sicuro per le attività di bambini e ragazzi rispetto a Gesù Maestro. I motivi sono tutti ben documentati.
Di conseguenza, ho chiesto ai miei collaboratori del consiglio degli affari economici che cosa fosse opportuno fare per non lasciare a se stesso quello che è non soltanto un edificio ma il testimone silenzioso di tanti anni di lavoro, impegno, volontariato, attività e tanti, tanti soldi dei brandizzesi necessari per costruire l’opera voluta da don Manassero negli Anni 60.
Si decise di costituire una commissione tecnica per verificare la sicurezza del Gesù Maestro nei suoi aspetti strutturali al fine di individuarne, in tutto o in parte, la possibile destinazione. Tale commissione ha confermato tutte le criticità esistenti e decise pure di far fare le prove di carico per conoscere lo stato dei solai. Le prove hanno dato esito positivo in merito all’utilizzo a fronte però di onerosi interventi di adeguamento, tenuto conto sia della vastità dell’edificio, sia dell’area a cortile, sia del teatro. Oneri che, sommati ai costi di gestione ordinaria – un’ora di catechismo costava alla parrocchia 650 euro, superiore al totale delle offerte di tutte le Sante Messe di una domenica pre – Covid – erano e sono insostenibili».

Don Mario racconta la vicenda iniziata nel 2015

L’intento del parroco è continuato ad essere quello di trovare un modo che fosse meno oneroso per la parrocchia, per far sì che Gesù Maestro continuasse la sua vita e la sua storia, almeno per il teatro.
«Il primo interlocutore, siamo nel 2015, è stato il Comune di Brandizzo con la richiesta di valutare l’utilizzo dell’oratorio per attività sociali privilegiando soprattutto la funzione pubblica del teatro. La proposta non ebbe, per vari morivi, seguito. - Prosegue don Mario - Soltanto nel 2018 fu avanzata dal Comune una proposta che prevedeva la realizzazione di n. 40 parcheggi nell’area del cortile a fronte di un canone da corrispondere alla parrocchia, ma che non era risolutiva del problema nel suo complesso.
A questo punto, d’intesa con i miei collaboratori e la Curia Arcivescovile, ho cercato in tutti i modi di riuscire a trovare una soluzione con soggetti privati che – salvaguardando la conservazione e l’adeguamento del teatro – fossero interessati ad adibire il complesso a servizi sociali con un utile, anche minimo, per la parrocchia. Nessun tentativo, dopo le prime verifiche, è andato in porto. Una commissione di docenti del Politecnico di Torino incaricati dalla Compagnia di San Paolo, su impulso della Cura Arcivescovile, visitò e verificò il complesso al fine di creare una struttura di accoglienza per i profughi e il responso fu, per il suddetto motivo, negativo.
Il mancato utilizzo dell’immobile da ormai quasi dieci anni, la necessità di messa in sicurezza dell’intero immobile, la necessità di sostituzione degli impianti tecnologici (luce e riscaldamento) e la tassazione della nuova IMU che colpisce gli edifici ecclesiastici se non utilizzati per fini pastorali mi hanno fatto giungere alla conclusione che la parrocchia non ha più la possibilità di garantirne la gestione, tenuto altresì conto che in questi anni l’oratorio di San Giovanni, necessità anch’esso di qualche intervento.
Mi sono rivolto ai miei Superiori e, attraverso di essi, al servizio tecnico della Curia Arcivescovile. Dopo un’attenta riflessione e valutazione tecnica, si è pertanto deciso di affacciarsi al mercato immobiliare per verificare la presenza di possibili investitori. Non è mai mancato da parte mia lo scambio di informazione, verbale e scritta, con il Comune ai cui amministratori ho riferito tutti i miei passi. Il sindaco ha richiesto alla parrocchia, a fine maggio, “di ritirare momentaneamente l’opzione di vendita dell’immobile, al fine di consentire a questa Amministrazione di poter esplorare e definire un percorso, entro l’anno in corso, che porti a un progetto condiviso di interesse per la collettività, eventualmente accedendo a contributi o ad altre forme di finanziamento. Il Comune avanza la proposta di esercitare il diritto di superficie per “salvare” Gesù Maestro. L’ipotesi, da valutare con chi è esperto nel settore, sarà presa in considerazione dalla parrocchia con il Comune, sempre in accordo con la Curia di Torino, e presentata ai brandizzesi per determinare, se possibile, il raggiungimento di quell’obbiettivo che ha sempre albergato nel mio cuore: tornare in teatro!».

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