L’individuazione e il fermo di un ricercato nei pressi della stazione ferroviaria di Chivasso ripropongono con urgenza il tema della sicurezza all’interno e attorno ai principali nodi di trasporto del territorio. L’operazione condotta dal personale delle pattuglie “Falco” della Polizia di Stato ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino di origine marocchina, gravemente indiziato dei reati di rapina aggravata e lesioni personali.
Violenta rapina ai danni di un anziano: arrestato presunto aggressore alla stazione di Chivasso
La presenza nello scalo chivassese di un soggetto già noto alle forze dell’ordine e gravato da numerosi precedenti conferma le criticità legate alla sicurezza della stazione di Chivasso, luogo di snodo e frequente punto di transito o stazionamento per individui pericolosi. Il tempestivo intervento della Polizia ha evitato che la permanenza dell’uomo nell’area potesse tradursi in ulteriori rischi per i cittadini e per i pendolari che quotidiana frequentano la zona.
La ricostruzione dell’aggressione e le indagini della Squadra Mobile
La vicenda trae origine da un grave episodio criminale avvenuto a Torino nel pomeriggio del 30 luglio 2026. Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico erano intervenuti in via Cassini a seguito della chiamata di emergenza per una rapina appena consumata in strada. Un uomo anziano, subito dopo essere uscito dalla propria abitazione, era stato avvicinato da un individuo che, con la scusa di chiedere l’elemosina, gli aveva cinto con forza il collo mediante una cintura da uomo, bloccandolo per strappargli con violenza due collane d’oro.
La vittima, che fin dalle prime fasi ha dichiarato di poter identificare il proprio aggressore, ha successivamente formalizzato la denuncia presso la Squadra Mobile. Le indagini della Polizia di Stato, coordinate dalla Procura della Repubblica di Torino, hanno permesso di ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti. La convergenza dei riscontri raccolti ha delineato un quadro indiziario grave, preciso e concordante nei confronti del sospettato.
Pericolosità sociale, misura cautelare e presunzione di innocenza
La spregiudicatezza dell’azione, caratterizzata dall’impiego di un oggetto atto a soffocare la vittima e dalla scelta deliberata di colpire una persona anziana e particolarmente vulnerabile, ha evidenziato una marcata pericolosità sociale e un elevato rischio di reiterazione del reato. Per queste ragioni, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Torino ha emesso l’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere.
A seguito del rintraccio avvenuto il 24 settembre nei pressi della stazione di Chivasso, l’indagato è stato accompagnato presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Delle operazioni sono stati formalmente informati il legale di fiducia e le autorità consolari preposte.