saluggia

Ex Sorin, la Cisl chiede la messa in sicurezza idraulica del sito

Roberto Bompan ha presentato la lettera aperta con Tommaso Di Lauro al Prefetto.

Ex Sorin, la Cisl chiede la messa in sicurezza idraulica del sito
Vercellese, 18 Ottobre 2020 ore 06:30

La Cisl di Vercelli attraverso il segretario Roberto Bompan e Tommaso Di Lauro hanno voluto portare all’attenzione del Prefetto Michele Tortora un aspetto importante del territorio saluggese, quello dell’ex complesso Sorin.

Ex Sorin, la Cisl chiede la messa in sicurezza

«Ci siamo rivolti al Prefetto perché crediamo che lui possa sensibilizzare Governo e la Regione Piemonte, su quanto segnalato dalla nostra organizzazione durante il “24° Tavolo di trasparenza e partecipazione nucleare” – spiegano i due sindacalisti – Per tutelare il comprensorio industriale di Saluggia dal possibile allagamento che la Dora Baltea e i vicini canali (Cavour e Farini), potrebbero causare al più importante insediamento industriale della provincia di Vercelli, abbiamo sollecitato gli organi competenti e le Istituzioni chiedendo di accelerare la realizzazione del progetto di mitigazione del rischio idrogeologico e messa in sicurezza del sito, che al suo interno ospita anche il Deposito nucleare Avogadro. Si tratta di un intervento che ricordiamo, deve necessariamente affiancarsi all’opera di difesa idraulica già realizzata dopo l’alluvione del 2000 nell’area Sogin-Eurex. A venti anni di distanza da questo episodio alluvionale, riteniamo importante che si acceleri la realizzazione del progetto del Comune di Saluggia, perché all’interno del comprensorio operano oltre 1700 occupati e perché dalle limitrofe falde acquifere l’Acquedotto Monferrato si attingono risorse idriche per oltre cento Comuni.
Ci rendiamo contro che i ritardi per la realizzazione di opere di messa in sicurezza siano presumibilmente imputabili a difficoltà di carattere economico, ma crediamo che le risorse possano essere responsabilmente finanziate dal quadro “Green new deal” del Governo o dai provvedimenti del “Recovery Fund” recentemente licenziati dal Consiglio d’Europa».
Una richiesta partita dalla Cisl per il bene dell’ambiente, della salute pubblica, del benessere dei cittadini, dei lavoratori e delle attività produttive.

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