Crisi MicroPort, 40 dipendenti licenziati

Intanto lunedì si è svolto un tavolo di confronto tra politici e aziende per fare il punto degli interventi necessari.

Crisi MicroPort, 40 dipendenti licenziati
Vercellese, 09 Febbraio 2020 ore 05:36

Il polo biomedicale di Saluggia ancora al centro del dibattito. Da una parte c’è la situazione di MicroPort dove si è chiusa la procedura di uscita volontaria, dall’altra la richiesta di interventi e le risposte della politica.

Caso MicroPort

Lo scorso venerdì 31 gennaio si è conclusa la procedura di uscita volontaria proposta dall’azienda MicroPort per 45 persone. «L’azienda un anno fa aveva comunicato 45 esuberi – commenta il sindacalista Gian Paolo Piolatto – e, dopo un lungo lavoro e la trattativa da parte di ogni singolo lavoratore interessato (la quota offerta partiva da una base di 43 mila euro lordi), sono state accompagnate all’uscita 40 persone che hanno ricevuto una buona uscita. Dunque ne mancano 5 e, se non ci saranno volontari l’azienda è intenzionata a procedere, attiverà il licenziamento collettivo. A livello sindacale cercheremo di incontrare l’azienda per avere chiaro il quadro, per comprendere il piano industriale e le prospettive per il futuro visto che la produzione dovrà cambiare, passare cioè ad un nuovo pacemakers. Riteniamo che questo lavoro abbia portato ad un ottimo risultato».

Interventi necessari

Intanto i sindacati per l’intero polo: «La crisi occupazionale ha messo in evidenza una serie di problematiche rispetto alle necessità rappresentate dalle società in materia di sicurezza, viabilità, infrastrutture oltre che a concreti progetti di espansione anche occupazionale. Durante l’incontro del 13 dicembre con la Regione, l’impegno di tutti andava si nel trovare soluzioni al problema degli esuberi ma prendeva in considerazione quelle più generali rispetto alla presenza del sito nel territorio ed alle azioni da attivare per facilitarne la stabilità e l’espansione. Anche se la vertenza Livanova si è chiusa questo non deve far pensare che si possano procrastinare gli interventi che da anni vengono richiesti e che rispondono non solo alle necessità espresse dalle società ma anche alla convivenza. Il ruolo della Provincia può essere determinante nell’attivare un tavolo attorno al quale riunire e coordinare sindaci, società e parti sociali, coinvolgendo la Regione. Chiediamo al presidente della Provincia che si faccia promotore di questo, convocando un incontro».

Politica e aziende al tavolo

Lunedì 3 febbraio il mondo della politica si è ritrovato a Saluggia in DiaSorin. Incontro al quale hanno partecipato le aziende del comprensorio biomedicale, Confindustria Novara Vercelli Valsesia, la Regione Piemonte, il Comune di Saluggia e i comuni limitrofi.
«Sono soddisfatto e ottimista – dice il Presidente della Provincia di Vercelli Eraldo Botta – dell’esito dell’incontro. Vogliamo tutti tutelare un’eccellenza del nostro territorio e cercare, ognuno per la propria competenza, di trovare soluzioni rapide ed efficaci per farlo. L’obiettivo era, ed è, allontanare definitivamente il pericolo di vedere sfumare nuovi posti di lavoro o, ancora peggio, perdere gli attuali. Tutti intorno ad un tavolo, quindi, per capire quali risposte dare e agevolare così la permanenza e l’espansione delle società presenti». Sono emersi alcuni punti critici, a livello urbanistico così come a livello di viabilità e sicurezza, rispetto ai quali, è giunta grande apertura e collaborazione. La Regione Piemonte, ad esempio, ha illustrato le modalità operative della piattaforma ReNDiS, un canale del Ministero dell’ambiente che finanzia interventi urgenti di riduzione del rischio idrogeologico al quale si potrà fare riferimento per la realizzazione di un nuovo argine a difesa del polo e ha garantito la massima collaborazione e assistenza al Comune di Saluggia per quanto riguarda le questioni urbanistiche. La Provincia di Vercelli ha invece assicurato l’avvio in tempi strettissimi dell’iter progettuale per la realizzazione delle infrastrutture viarie necessarie a garantire l’entrata e l’uscita in sicurezza dei mezzi dal sito.

Intanto dalla Regione

Il consigliere Gianluca Gavazza spiega: «E’ giunta l’ora di premere sull’accelleratore: basta parlare di tavoli e di crisi. Mettiamo sulla scrivania un progetto che preveda finalmente la realizzazione dell’argine sulla Dora, una circonvallazione ed una rotatoria per agevolare la viabilità permettendo così alle aziende di restare ed investire sul territorio. La crisi ha evidenziato le necessità delle società in materia di sicurezza, viabilità, infrastrutture oltre per facilitarne la stabilità e l’espansione. Non si possono ulteriormente procrastinare interventi che da anni vengono richiesti. Il Piemonte ha chiesto al Governo lo stato di calamità occupazionale per affrontare i morsi della crisi. Un intervento strategico e coordinato sul territorio permetterebbe di tamponare questa emorragia e garantire i 2 mila posti di lavoro».

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