Economia

Dal Materasso al Metaverso: al Rotary si parla di Bitcoin

Il Bitcoin, un fenomeno che per molti resta ancora «terrorizzante» e misterioso, è stato al centro della serata al Rotary Club di Chivasso

Dal Materasso al Metaverso: al Rotary si parla di Bitcoin

Il passaggio dal contante ai sistemi elettronici, un tempo accolto con scetticismo e timore, è oggi una realtà consolidata in cui carte di credito e applicazioni come Satispay dominano la quotidianità. In questo scenario di smaterializzazione si inserisce il Bitcoin, un fenomeno che per molti resta ancora «terrorizzante» e misterioso, al centro della serata al Rotary Club di Chivasso, guidato da Claudio Geda, che ha visto come relatori i soci Emanuele Ossola e Marco Cambursano.

Dal Materasso al Metaverso: al Rotary si parla di Bitcoin

Il Bitcoin nasce da un documento pubblicato nel 2008 da Satoshi Nakamoto, figura di cui non si conosce la reale identità. La prima transazione risale al 3 gennaio 2009. A differenza dell’euro o del dollaro, controllati da banche centrali come BCE o Fed, il Bitcoin è una moneta digitale 100% decentralizzata, regolata esclusivamente da algoritmi. Non esiste un’autorità centrale: il sistema si basa sulla fiducia nel codice e nella rete.

Blockchain e mining

Il cuore del sistema è la Blockchain, un archivio digitale condiviso e pubblico, simile a un registro notarile in cui ogni transazione è visibile a tutti. Ogni operazione genera un codice (hash) collegato al blocco precedente, creando una catena sicura. I miners (minatori) utilizzano computer potenti per verificare ogni blocco; l’algoritmo impone un tempo di circa 10 minuti per verifica, rendendo le truffe estremamente costose e complesse.
È fondamentale distinguere il portafoglio (wallet) dal contenuto: non è una cassaforte, ma un portachiavi. I Bitcoin risiedono sulla blockchain, e il wallet serve a dimostrarne la proprietà tramite una chiave d’accesso. Se si perde la chiave, i Bitcoin sono persi per sempre, poiché non esiste un’autorità centrale che possa resettare le credenziali.

L’approccio delle diverse generazioni

La percezione del Bitcoin, come hanno spiegato Ossola e Cambursano, cambia radicalmente in base all’età: Grandi Generazioni (ante 1945) – Preferiscono il risparmio fisico e vedono il Bitcoin come «aria»; Baby Boomers (1946-1964) – scettici ma curiosi, detengono la maggior parte della ricchezza e vedono il denaro come stabilità; Generazione X (1965-1980) – generazione «ponte», prudente ma aperta a testare la tecnologia; Millennials (1981-1997) – preferiscono le esperienze al possesso materiale e cercano autonomia finanziaria; Generazione Z e Alfa – vedono le banche come lente e costose, per loro il Bitcoin sarà un’infrastruttura scontata, integrata con l’IA e la realtà virtuale.

Investimenti e casi reali

Esistono due modi per approcciarsi al mercato: il Bitcoin fisico (scambio diretto di valuta) e gli strumenti derivati (ETF/ETP) che ne replicano l’andamento. In Europa, il quadro normativo è ancora in evoluzione con il regolamento MiCA previsto per il 2025. Non mancano casi d’uso concreti: nel 2018 a Torino è avvenuta la prima compravendita immobiliare in criptovalute, strutturata legalmente come un baratto. Tuttavia, le banche sono ancora prudenti, soprattutto per le rigide norme antiriciclaggio, che il Bitcoin permette talvolta di bypassare, attirando l’interesse di gruppi criminali.

Rischi e prospettive

Il Bitcoin presenta una volatilità estrema (può perdere il 40% del valore in pochi mesi) e una quantità limitata: ne esisteranno solo 21 milioni, con l’estrazione che terminerà verso il 2140. Nonostante i rendimenti storici elevati, l’80% degli investitori esce spesso in perdita a causa di scelte emotive dettate dalla paura.
In conclusione, il Bitcoin non è solo una promessa di guadagno, ma una proposta di sistema. Può essere un asset di diversificazione, ma richiede studio e prudenza, poiché una volta compreso, cambia irreversibilmente il modo di guardare alla finanza.