il caso

Dpcm di Natale, Cna: “Basta chiusure: uccidete i ristoranti”

Nelle stesse ore in cui Fipe Ascom ha espresso con forza le critiche al Governo.

Dpcm di Natale, Cna: “Basta chiusure: uccidete i ristoranti”
Economia Vercellese, 20 Dicembre 2020 ore 08:23

Nelle stesse ore in cui Fipe Ascom ha espresso con forza le critiche al Governo per la confusione generata dai repentini cambi di disposizioni, anche CNA Piemonte Nord, di cui fa parte la provincia di Vercelli, hanno chiesto all’esecutivo di non far chiudere le attività di ristorazione nelle feste natalizie.

La nota di CNA

da PrimaVercelli.it

“CNA guarda con molta preoccupazione all’ipotesi di una nuova chiusura totale per le attività di ristorazione nei giorni delle festività natalizie.

“Bar e ristoranti hanno riaperto in Piemonte, con orario parziale, da pochi giorni, quando la regione è passata in zona gialla. Una nuova interruzione dell’attività non è tollerabile per la tenuta degli stessi” afferma Marco Pasquino, vicedirettore CNA Piemonte Nord. “In considerazione della situazione epidemiologica – prosegue – che conferma un costante anche se lento miglioramento, chiediamo al Governo di consentire nelle regioni di fascia gialla l’operatività a queste imprese, che adottano con scrupolo tutte le misure necessarie al contenimento dei rischi del contagio indicate nei protocolli di sicurezza”.

“Le nostre proposte al governo”

“Avanziamo una serie di proposte al Governo – dichiara il presidente CNA Piemonte Nord Donato Telesca – e chiediamo ai parlamentari eletti nei nostri collegi di riferimento di farsene promotori nelle sedi di discussione. Le nostre proposte vanno dalla possibilità per i ristoranti di prolungare l’orario di apertura, ora fissato fino alle 18, con orario di ingresso fino alle 21 e chiusura entro le 22; l’obbligo di esporre un cartello che indichi il numero massimo di persone ammesse, in base alle norme di distanziamento; consentire al massimo quattro coperti per ogni tavoli, salvo i conviventi; consentire la ristorazione con consegna a domicilio senza vincoli di orario e l’asporto fino alle ore 22; divieto di consumare alimenti e bevande nelle adiacenze dei locali per evitare assembramenti”.

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