L'evento

Fondazione Candiolo: da 40 anni il sogno che trasforma la speranza in cura

Al Teatro Regio di Torino la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro ha festeggiato il suo compleanno con ambiziose sfide per il futuro

Fondazione Candiolo: da 40 anni il sogno che trasforma la speranza in cura

Una serata strepitosa tra la celebrazione di una storia straordinaria e l’inizio di una nuova, ambiziosa sfida. Il Teatro Regio di Torino ha aperto le sue porte lunedì 15 giugno per festeggiare i primi quarant’anni della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro , un’istituzione che ha trasformato un’idea “folle” in un polo oncologico d’eccellenza internazionale. Ma la vera sorpresa della serata è arrivata dal palco: il cambio di nome della Fondazione in onore della sua storica Presidente e il lancio di un maxi-piano di espansione da oltre 200 milioni di euro.

Le grandi voci della musica e della scienza

Sotto la direzione artistica e la conduzione di Linus , l’evento ha saputo alternare momenti di grande spettacolo a profonde riflessioni.

Per Linus, Direttore artistico dell’evento: “Accettare la direzione artistica di questa serata è stato per me, prima di tutto, un atto di gratitudine. La ricerca scientifica è la forma più concreta di speranza che abbiamo, e mettere insieme artisti di questo livello, per una sola sera, significa restituire qualcosa a chi ogni giorno, in laboratorio e in corsia, lavora perché quella speranza diventi cura. Sarà una festa, ma sarà anche un pensiero lungo, rivolto al futuro”.

Inoltre Linus ha dialogato con Allegra Agnelli sul futuro della Fondazione.

Sul palco si sono succeduti alcuni dei più grandi nomi della musica e dello spettacolo italiano: Samuele Bersani, Levante, Paolo Belli, Diodato, Neri Marcorè, Giovanni Allevi e Cristina Chiabotto. Un cast d’eccezione riunito per un “atto di gratitudine” collettivo verso la ricerca scientifica , i cui proventi della biglietteria (gestita tramite Vivaticket) finanzieranno direttamente le attività di cura dell’Istituto di Candiolo – IRCCS.

Il vero “filo rosso” della serata è stato però il dialogo. Accanto alle canzoni, si sono intrecciate le voci dei medici, dei ricercatori e dei pazienti dell’Istituto. La serata, patrocinata dal Comune di Torino e dalla Regione Piemonte e supportata da SIAE , si è aperta con i saluti istituzionali del governatore Alberto Cirio e del sindaco Stefano Lo Russo.

Il cambio di nome e il “nuovo sogno” 2026-2035

Il momento centrale della cronaca non può che essere lo storico annuncio legato al futuro della Fondazione. Durante un intenso dialogo sul palco con Linus , la storica Presidente ha ufficializzato la svolta: la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro cambia nome e diventa Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro – Candiolo.

“Vedere il mio nome legato alla Fondazione mi commuove e mi onora – ha dichiarato Allegra Agnelli –. Quarant’anni fa molti mi dissero che era una follia costruire dal nulla un centro finanziato interamente da privati. Eppure è diventato realtà. Ma il futuro che immagino è ancora più grande: dobbiamo andare avanti finché il cancro non sarà vinto”.

Un’eredità morale che si traduce immediatamente in cifre e progetti concreti con il nuovo piano di sviluppo 2026-2035.

L’Istituto oncologico del futuro

I dettagli del piano, illustrati anche dal Direttore Generale Gianmarco Sala e dal Direttore Scientifico Anna Sapino, delineano una vera e propria rivoluzione strutturale e scientifica entro il 2035:

Più spazio alla scienza: L’Istituto di Candiolo passerà da 60.000 a oltre 95.000 metri quadrati (+35.000 mq).

Strutture integrate: I nuovi edifici saranno connessi da gallerie luminose progettate per far dialogare costantemente la ricerca di laboratorio con l’assistenza clinica ai letti dei pazienti.

Cura e natura: Parchi, giardini e percorsi nel verde diventeranno parte integrante dei protocolli di guarigione.

Un nuovo Hospice: Sarà creata un’area protetta, raccolta e dal sapore domestico, pensata per accogliere i pazienti e i loro familiari nel massimo rispetto e dignità.

“Il nuovo piano ci consente di fare un salto di scala – ha spiegato la professoressa Anna Sapino –. Più laboratori e più trial clinici significano trasformare più velocemente una scoperta scientifica in una terapia per i pazienti”.

L’evento del Teatro Regio si è chiuso così con un lungo applauso , ma soprattutto con la certezza che i quarant’anni trascorsi non sono stati un punto di arrivo, bensì il trampolino di lancio per un futuro in cui la speranza continua a farsi cemento, ricerca e cura.